Gesù è giunto nella regione di Cesarèa di Filippo. Posto bellissimo, ricco di acque, a Nord d'Israele, e domanda ai discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Che è come dire: cosa dicono di me? E i discepoli fanno a gara per rispondere. E' un chiacchierare dove ognuno dice volentieri la sua.
«Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Tutti lo associano a figure bibliche.
Ma poi Gesù stringe e domanda: «Ma voi, chi dite che io sia?». Ora la domanda è diretta e diventa impegnativa. Per fare un esempio: un conto è dire in giro che mi piacerebbe sposare una certa ragazza, altra cosa è dirlo a lei. Se poi mi risponde che è d'accordo, cambia la mia vita e la mia identità, da celibe a sposato. Cambia tutto. Oppure dire che mi piacerebbe fare domanda per fare un certo lavoro, altro è fare la domanda e venire assunti.
Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Cosi Gesù di Nazareth diventa per Simone il suo Cristo, Figlio del Dio vivente. E questo cambia la sua vita e l'identità, tant'è vero che Gesù gli dice:"tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa". Riceve un nuovo nome e un nuovo progetto.
Questo vale anche per tutti noi. Anche a me Gesù domanda:"Chi sono io per te?":
Una ciliegina sulla torta, un portafortuna, una tradizione di famiglia, il rappresentante di una buona morale, una persona da coltivare per avere un futuro dopo la morte, un Dio da rispettare, una guida, un amico? Chi è Gesù per me?
Attenti perché dalla risposta dipende la mia vita e la mia identità!
Buona domenica.