| Omelia (18-09-2005) |
| LaParrocchia.it |
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Venite anche voi nella mia vigna "I miei pensieri non sono i vostri... le mie vie non sono le vostre". Dobbiamo meditare queste parole del profeta, poste sulle labbra di Dio, se non vogliamo essere turbati per certi avvenimenti che riguardano il mondo, la Chiesa o noi stessi, e per i quali, a nostro modo di pensare, Dio dovrebbe intervenire in modo diverso. Perché i pensieri e le vie di Dio ci sconcertano? - Perché Dio non giudica secondo le apparenze. Egli vede l'interno, scruta gli affetti e i pensieri, a differenza dell'uomo che vede solo l'esterno e formula molto spesso giudizi sbagliati ed ingiusti. - Perché Dio giudica guidato dall'amore. Dio non può essere guidato da una giustizia gretta che valuta soltanto il debito e il merito. Dio è bontà per essenza, e la bontà non conosce che un dovere: quello di donare, e donare senza tener conto. Quale dev'essere perciò il nostro atteggiamento? - Accettare con umiltà e amore ciò che Dio fa. Sapendo che le scelte di Dio sono motivate unicamente dall'amore, diamo prova di sapienza accettandole con devozione e riconoscenza. - Comportarci verso gli altri come si comporta Dio stesso. Niente gelosia o severità; niente giudizi ostili o condanne senza appello; ma comprensione, benevolenza e "sorriso del cuore". In questo modo anche nel cristiano, come in Dio, l'amore supera e trascende la giustizia. |