| Omelia (10-03-2002) |
| LaParrocchia.it |
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Il cieco nato - nati ciechi L'itinerario quaresimale che stiamo percorrendo come comunità parrocchiale ci porta, ogni domenica, a riscoprire e quindi a coscientizzare il battesimo che abbiamo ricevuto in tenerissima età. Evitando di ripetere quello che la liturgia della Parola ci ha fatto rivivere nelle passate domeniche, non posiamo tralasciare quelli che sono gli elementi fondamentali che scaturiscono dalla Parola di Dio di oggi e che ci aiutano a rivivere i momenti fondamentali della nostra "rinascita". Partiamo dal santo Vangelo di questa domenica: il cieco nato. Quell'uomo è nato cieco, di chi è la colpa? Sicuramente non sua e né meno dei suoi genitori o dei suoi progenitori o antenati. Un difetto della natura umana. Quest'uomo costretto a vivere nel buio finalmente incontra Gesù Cristo. Sa che Cristo può portarlo alla luce, gli può aprire gli occhi per vedere e quindi essere libero di scegliere. E così avviene: Gesù sputa sulla polvere, impasta, plasma e soffia una Parola "Và a lavarti..." L'uomo (che rappresenta l'intera umanità) ubbidisce, ha fede, e senza troppi perché e senza mormorazioni, và e... "tornò che ci vedeva". Anche noi nasciamo ciechi, a causa del primo peccato la nostra umanità non è perfetta, è mancante di qualcosa, costretta a vivere nelle tenebre del peccato. Ma possiamo essere guariti se accettiamo di rinascere di nuovo, non più però nella carne ma nello spirito. Grazie ai nostri Giovanni Battista (genitori, padrini, ecc.) abbiamo incontrato Cristo, il quale ci ha "ricreati, rigenerati" nella sua passione, morte e resurrezione. Siamo rinati a vita nuova! Ora, non siamo più costretti a vivere nelle tenebre ma siamo figli della Luce e come tale dobbiamo fare le opere della luce come ci suggerisce San Paolo nella seconda lettura. Ma c'è ancora un altro aspetto di questa ricchissima liturgia della Parola di oggi che non dobbiamo tralasciare. La prima lettura ci parla dell'unzione a re del giovane Davide da parte del profeta Samuele. L'Unto per eccellenza, cioè Cristo, nel battesimo non solo ci ha ridato la dignità di figli di Dio che avevamo perso con il primo peccato, ma in Lui ci fa partecipe dell'essere Re, Profeta e Sacerdote. Sì, grazie a Cristo, siamo re, profeti e sacerdoti della Nuova Alleanza e come tale portati a vivere sempre nella luce della grazia e a rifiutare ogni tentazione di ritornare a vivere nelle tenebre del peccato e della morte. |