| Omelia (02-08-2020) |
| padre Antonio Rungi |
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Noi siamo amore e noi viviamo per amare e per amore La parola di Dio questa XVIII domenica del tempo ordinario si colloca all'inizio del mese di agosto 2020, che iniziato da pochi giorni, e che ha stretto rapporto con il tempo che stiamo vivendo, segnato dalla pandemia e la lenta ripresa della vita normale dopo il lockdown dei mesi scorsi. E' uno spiraglio di luce e di speranza per tutti, in quanto nel testo del Vangelo ci viene presentata la moltiplicazione dei pani e dei pesci da parte di Gesù per sfamare la fame della numerosissima folla che lo seguiva dovunque lui andasse. Cinque pani e due pesci, pari a sette elementi che Gesù ha disposizione da parte degli apostoli per moltiplicarli, fino ad essere in grado di sfamare la fame fisica della moltitudine che lo seguiva: 5000 uomini, senza contare donne e bambini. I numeri che riporta Matteo, con una certa precisione e con un preciso intento di eccezionalità, ci fanno pensare alla bontà e alla generosità del Figlio di Dio che viene incontro ai bisogni dei più piccoli e in necessità. Un Gesù attento ai bisogni di tutti, da quelli fisici a quelli spirituali. Egli guarisce, Egli sfama, Egli sostiene il cammino dell'uomo nelle difficoltà quotidiane. Egli non abbandona mai nessuno, anche nella prova più difficile di fare l'impossibile. Questa vicinanza di Dio l'abbiamo sperimentata in modo evidente ed avvertita chiaramente durante i terribili mesi di chiusura, silenzio e solitudine per l'epidemia da coronavirus che ha colpito il nostro Paese e il mondo intero. Nel miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, Gesù conferma la sua potenza divina e mette in essere un procedimento di chiamata-risposta all'amore, mediante il dono del cibo materiale, che fa pensare al cibo spirituale che è l'eucaristia. Questo segno del cielo, che utilizza pani e dei pesci, entrambi simboli eucaristici, ci indicano il percorso di fede che il cristiano è chiamato a compiere, mettendo al centro della propria vita l'eucaristia, il pane del cammino. Senza questo pane, la fatica della vita di fede, ma anche quella umana è difficile da sopportare e superare in una visione lieta e fascinosa dell'esistenza. Ciò che rende davvero felice l'uomo su questa terra è la vera comunione con Cristo e con i fratelli, la cui sorgente sacramentale è proprio il pane eucaristico che riceviamo quotidianamente e soprattutto nel giorno dedicato al Signore che è la domenica. Questo pane ci fa superare ogni limite della condizione umana. No a caso, di fronte alla fame e la sete, Gesù dice agli apostoli: "date voi stessi da mangiare con quel poco che avete". Il gesto di disponibilità e di generosità fa scattare il resto, ovvero la Provvidenza che è nelle mani di Colui che tutto può e vuole. Non comprendiamo mai abbastanza quanto sia importante mettere le nostre mani in ogni progetto di amore e solidarietà. Dio senza le nostre mani e il nostro poco che possiamo e dobbiamo offrire, Egli non interviene nelle umane vicende, lasciando a noi la capacità e la libertà, oltre che l'intelligenza di risolvere i problemi, come è facile capire dal vangelo di oggi. Non possiamo chiedere tutto a Dio, qualcosa di nostro dobbiamo anche metterlo a disposizione sua e dei fratelli, perché l'amore circoli nel mondo e la carità non sia solo una proclamazione di intenti, ma sia impegno e coerenza di vita. Seguire Gesù è seguirlo sulla strada del servizio, della carità e dell'amore, che poi arriva fino al dono supremo della croce. Alternative non ce ne sono per i discepoli che vogliono sinceramente fare un cammino di santità. C'è uno stile di vita che dobbiamo tenere e mantenere sempre. All'inizio di questo mese di agosto 2020, mese di vacanze e ferie per quanti se le possono permettere, dimenticando i tanti drammi di mesi scorsi, in cui siamo stati coinvolti tutti e dai quali non siamo ancora usciti, ci viene in aiuto alla comprensione di questo tempo quanto dice frequentemente Papa Francesco, soprattutto riguardo ai bambini, ai quali si toglie la speranza di una vita degna, di un futuro. Tra le tante persone sfamate da Gesù con la moltiplicazione dei pani e dei pesci del vangelo di oggi, ci ricorda l'evangelista Matteo che c'erano "donne e bambini". Gesù ha dato loro un cibo vero e un sostentamento necessario, ha dato pane vero e pesci veri per sfamarli e non promesse e prospettive future. Il suo intervento è stato immediato e risolutivo in quel momento. E questo serva da insegnamento a chi dice tante cose e fa tante promesse, per poi non realizzare mai niente e non risolvere i problemi reali della gente che sono soprattutto il cibo quotidiano, che spesso manca nelle nostre case, il lavoro, la serenità, la sicurezza sociale e la cura della salute personale e pubblica. La vera lotta che siamo chiamati a portare avanti è l'ingiustizia, la fame, la miseria, la mancanza di speranza che uccide nel cuore e nel fisico milioni di persone nell'indifferenza generale, soprattutto da parte di chi ha tutto e non comprende le necessità di chi non ha niente e vorrebbe fare qualcosa per ottenere onestamente i beni essenziali a se stessi e ai propri cari.
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