Omelia (11-09-2005)
don Bruno Maggioni
Perdonare agli altri senza limiti, dovere di giustizia

Alla domanda di Pietro «Signore, quante volte dovrò perdonare a mio fratello se pecca contro di me?», Gesù risponde che il perdono cristiano è senza limiti («Settanta volte sette»), perché è unicamente il perdono senza limiti che assomiglia al perdono di Dio. È dal perdono di Dio che discende il nostro perdono verso il prossimo. Il perdono di Dio è il motivo e la misura del perdono fraterno. Dobbiamo perdonare senza misura, perché Dio ci ha già fatti oggetto di un perdono senza misura. È dalla gratuità del dono di Dio che nasce il perdono. Il perdono fraterno è conseguenza del perdono di Dio, ne è la risposta. Per capire il perdono devi dunque guardare in alto. Ma devi anche guardare nella profondità dell'uomo: non c'è amicizia senza perdono, né famiglia, né fraternità, né pace. Il perdono è necessario per vivere e relazionarsi, a tutti i livelli.
Il contrasto tra i due quadri della parabola non ha come scopo principale quello di far vedere la diversità del comportamento di Dio nei confronti di un uomo che sa perdonare e nei confronti di un uomo incapace di perdonare. Intende piuttosto far vedere quanto sia degno di condanna il servo che non perdona dal momento che egli fu per primo perdonato. Il servo è condannato perché tiene il perdono per sé, e non permette che il perdono ricevuto diventi gioia e perdono anche per gli altri. L'errore del servo è quello di separare il rapporto con Dio dal rapporto col prossimo. E invece è un rapporto unico: come fra Dio e l'uomo c'è un rapporto di gratuità, di amore discendente e accogliente, così deve essere fra l'uomo e i suoi fratelli.
La parabola del servo e del padrone – che stiamo leggendo – offre un messaggio praticabile? Certo la parabola non intende indicare una norma generale. Rivela anzitutto come Dio si pone davanti all'uomo. E sorprende che non si dica come ci si debba, a propria volta, porre davanti a Dio, ma si dica soltanto come porsi davanti al fratello. Probabilmente la parabola vuole sottolineare che l'amore di Dio non è anzitutto circolare, ma espansivo. È nella linea della gratuità, non della stretta reciprocità. Dio non si lascia rinchiudere nella stretta reciprocità. E, dunque, chi crede in Dio e parla di Dio, deve allargare lo spazio del perdono, non della ferrea giustizia. Della ferrea giustizia parlano già altri. Non è il caso di unirsi al coro!