Omelia (04-12-2005)
don Luciano Sanvito
Bocca di rosa - rito ambrosiano - 4a d'Avvento anno B

" La chiamavano bocca di rosa...
metteva l'amore sopra ogni cosa ".


La chiamavano...
Dai più piccoli ai più grandi, tutti quanti la chiamavano e invocavano.
La chiamò un giorno colui che ha il potere di fare sbocciare la rosa.
Nessuno degli altri aveva questo potere, nessuno le poteva dare questo dono.

"Bocca di rosa"
Ogni parola, come una rosa.
Anche là ove dentro vi erano spine pungenti, emergeva sempre la rosa.
Il soffrire di dentro le portava in dono il profumo che diffondeva della rosa.
Bocca di rosa, spuntata nel giardino del suo cuore.

Al di sopra di ogni cosa metteva l'amore.
Nulla al di sopra dell'amore, e tutto al di sotto di esso.
Solo così potè giungere a distinguere l'amore invisibile.
Solo così potè accogliere il mistero del fiorire della rosa.
Solo così potè vedere il suo profumo e sentirne la voce.

Nulla è impossibile...
Comprese l'impossibile e iniziò a viverlo.
E l'impossibile cominciò a farsi sempre più piccolo, a farle spazio.
Fino a divenire il possibile in lei.
In tutta la sua vita: tutto le è ora possibile.

Metteva l'amore
Ella è colei che pone l'amore, a piccoli passi, come con le rose nel vaso, con delicatezza e attenzione.
Ella è il "mittente" dell'amore, colei che ha la missione di annuciare ciò che le è stato annunciato.
E non ci manda mai rose appassite, annunci in ritardo: sempre rose fresche, sempre un annuncio giovane, fresco, attuale e sorprendente.

"La chiamavano bocca di rosa" forse perché la si vedeva sempre a contemplare questo fiore; e lo curava con attenzione, quasi quasi parlasse con le rose; e le offriva a chiunque le passava accanto.