Omelia (28-08-2005)
don Luciano Sanvito
Io sono lo scandalo a guadagnare nell'anima

Fissiamo tre parole, ricavate dalla lettura del brano:

1) "GUADAGNARE"

2) "CROCE"

3) "SCANDALO"


"Guadagnare":
il vangelo ci fa riflettere sul fatto che nella nostra vita abbiamo due possibilità ogni giorno: guadagnare seguendo il mondo, seguendo la logica umana, le emozioni e le mode del mondo, le cose materiali o spirituali che il mondo ci offre, oppure guadagnare mettendo l'anima come regola e come perno per tutto quello che vivo.
Nel primo caso ottengo subito un guadagno visibile e concreto, palpabile e appagabile subito, ma mi sento anche svuotare di senso e di verità, di serenità.
Nel secondo caso, l'anima mi fa guadagnare senso e amore, verità e saggezza, subito, illuminandomi di conseguenza anche tutte le cose del mondo e della logica umana.
L'invito del vangelo è quello di imparare a guadagnare tanto e tanto seguendo l'anima.

"Croce":
il vangelo mi da subito anche uno strumento efficace per poter mettere al primo posto l'anima, per darle la giusta postazione, la posizione di regola e di bussola: ecco la mia croce, intesa proprio come quella non che cerco io o che scelgo io, ma proprio quella che mi viene data qui e adesso.
Se imparo ad accoglierla, l'anima viene regolata come perno di tutto me stesso.
Se faccio ancora fatica e non voglio o esito, devo riconoscere che ancora sto seguendo la logica del mondo, l'umano istintivo, emozionale, del momento, della moda, del piacevole e della comodità, ma non della verità.
La croce quindi è la prova quotidiana per me, per la mia vita, per sintonizzarla sulla lunghezza d'onda dell'anima; la croce è la garanzia per l'anima che cresce e la spia luminosa che mi segnala quando la mia anima si sta perdendo.

"Scandalo":
c'è purtroppo in atto uno scandalo, cioè un ostacolo a che la mia anima guadagni, a che io possa prendere la mia croce.
Dove si trova questo ostacolo che ancora mi impedisce di accrescere la mia vita e accogliere ogni croce come prova che mi rinsaldi sulla via della sequela della verità di me stesso e degli altri?
Chiariamo subito: non devo cercare fuori di me assolutamente: non è ostacolo esterno.
Gli ostacoli esterni appaiono solo come conseguenze del vero e proprio ostacolo.
Lo scandalo e l'ostacolo sono io: io che ora sento il vangelo e non lo accolgo, io che lo condivido ma solo in teoria e non con la vita, io che lo lascio fuori di me e non lo accolgo nel cuore.
Lo scandalo del cristiano è lo stesso cristiano, lo scandalo dell'uomo è l'uomo stesso.
Solo prendendo coscienza di essere così, proprio dalla presa di coscienza della mia incapacità e dell'impossibilità a gestire tutto me e gli altri seguendo il mondo e la sua logica, io posso intravedere la via dell'annuncio del vangelo, e ri-suscitare in me la mia anima, per metterla in cammino in una sequela rinnovata e rinnovante.