| Omelia (04-09-2005) |
| LaParrocchia.it |
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Spirito fraterno Le nostre comunità parrocchiali sono delle vere comunità cristiane? Sì, purché si possa dire di esse ciò che si diceva delle comunità della chiesa primitiva: "Vedete come si amano?" Come dev'essere il nostro amore fraterno? - Un amore effettivo. Un amore che non si accontenta solo di formule stereotipate, "Io amo il mio prossimo come me stesso", ma che si traduce in opere concrete; un amore che rende attenti agli altri, che non li condanna ma li scusa, che dimentica le offese e perdona, che è sempre pronto a soccorrere gli altri nelle loro necessità. - Un amore universale. Che non si limita a qualche persona scelta con cura nel proprio ambiente, che è simpatica. Il vero amore non esclude nessuno dal proprio campo d'azione, né lo straniero, né il mendicante, né ìl pendolare della prigione, né la prostituta. - Un amore disinteressato. Che dona e si dona, senza aspettare contraccambio, senza cercare il suo interesse o la gratitudine. Questo amore arriva perfino ad accettare dai beneficati i loro consigli, le osservazioni o i rimproveri. - Un amore soprannaturale: Un amore così perfetto non è concepibile né realizzabile, se non è il prolungamento e l'emanazione dell'amore stesso di Dio. É quello che diciamo recitando l'Atto di carità: "Per amor tuo, amo il mio prossimo come me stesso". L'amore del prossimo è solo l'aspetto visibile, la traduzione tangibile dell'amore di Dio. Gesù dice che si tratta di un unico comandamento. |