| Omelia (26-04-2020) |
| don Roberto Seregni |
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Ora tutto è diverso Piú leggo questo meraviglioso racconto di Luca e piú mi convinco che i discepoli di Emmaus ci assomigliano davvero. Stanno scappando da Gerusalemme, sono delusi, svogliati, stanchi. Vogliono lasciarsi alle spalle la bella avventura con Gesù. Bella finché è durata. Adesso bisogna guardare avanti. C'è bisogno di girare la pagina: punto e a capo. Ritornare alla normalità è la parola d'ordine. Ci assomigliano proprio, sembrano la nostra radiografia. Uno dei dettagli piú belli di questo testo è come Luca fa entrare in scena Gesù. Tutto è dominato dalla delusione, dallo sconforto, dalla fuga e il Risorto si mette a camminare con loro. È una scena commovente, dolcissima. Gesù non li rimprovera, non gli domanda perché stanno scappando, semplicemente cammina con loro. Li accompagna cosí come sono, li ascolta e, al momento giusto, fa la domanda strategica: "Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?". I discepoli si sorprendono: su che pianeta vive questo sconosciuto? Ma Gesù, semplice come una colomba e astuto come un serpente, rompe il ghiaccio non per constatare se i discepoli hanno studiato bene il catechismo, ma per capire cosa hanno capito. Risultato: i discepoli sanno tutto, ma non hanno capito un tubo. Sí, ci assomigliano proprio. A questo punto è il misterioso viandante a prendere la parola e "cominciando da Mosé e da tutti i profeti, spiegó loro in tutte le scritture ció che si riferiva a lui". Durante il cammino la notte si avvicina e i discepoli insistono perché egli si fermi con loro nella locanda. E proprio lí, in una semplice locanda senza svolazzamenti di angeli, fiumi di incenso e suoni di campane, i discepoli riconoscono il Signore. Un pane spezzato, le sue mani, la sua voce, uno sguardo: è Lui. Non ci sono dubbi: è il Signore, è il Risorto! Questa cena inaspettata dice ai discepoli che quella comunione di vita con il Rabbì di Nazareth è sopravvissuta alla sua morte. Lui è vivo, davvero. E proprio in questo punto, quando Gesù si sottrae alla loro vista, l'evangelista Luca descrive un cambio radicale: dalla tristezza alla felicità, dall'apatia alla gioia, dalla paura al coraggio. Ora tutto è diverso. Lui è vivo e lo hanno incontrato: chi potrà fermarli? Volevano ritornare alla vita di prima, ma ora tutto è diverso. Non so voi, ma io non voglio ritornare alla vita di prima. Questa sosta forzata ci deve cambiare. Cosa abbiamo imparato da tutto questo che ci sta succedendo? Cosa concretamente puó cambiare nella mia vita? Il Risorto sta camminando al tuo fianco, lo inviterai a cenare con te e con la tua famiglia per spezzare con Lui il Pane della vita? Un abbraccio, uniti nella preghiera don Robi |