Omelia (05-04-2020)
padre Paul Devreux


Oggi contempliamo l'entrata di Gesù a Gerusalemme e la sua Passione, che è la cosa più importante e bella che Gesù ha fatto, più importante della stessa risurrezione.

Il primo motivo penso sia quello di poter dire:" Capisco la tua sofferenza, perché ci sono passato". Infatti prima si sottomette alla sofferenza ed angoscia di chi è in lutto, piangendo la morte dell'amico Lazzaro e si sottomette alle accuse delle sorelle e al bacio dell'amico Giuda. Poi vive l'abbandono di tutti, le accuse inventate, le umiliazioni, le sofferenze fisiche e la morte da schiavo maledetto. Tutto questo per potermi dire: "sono con te, come sono stato accanto ai due ladroni; sono con te nei momenti difficili".

Il secondo, più che mai attuale oggi, sentendo sempre pronto a riemergere il concetto che Dio sta punendo l'umanità per il male fatto, è quella di rivelarci il volto di un Dio che facciamo fatica ad accettare, perché troppo diverso da noi. Un Dio Padre, che ci ama perché ha deciso di farlo, e non perché siamo carini o simpatici. Un Dio che mi ama con tutti i miei difetti. Un Dio che non ama solo gli uomini di buona volontà.

Gesù ha pagato per noi, ma non ha pagato il Padre, ma con il Padre e tutta la Corte Celeste, per convincere me, che lui preferisce farsi ammazzare piuttosto che ammazzarmi.

Un Dio così, totalmente gratuito, mi disorienta.

Buona Settimana Santa.