| Omelia (29-03-2020) |
| padre Paul Devreux |
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Gesù ha guarito tante persone che non conosceva. Come mai, proprio quando ha la possibilità di aiutare un carissimo amico, preferisce lasciarlo morire? Un motivo ce lo dice Lui stesso. La sua Passione è imminente, e sa quanto sarà dura continuare a credere per i suoi discepoli vedendolo trattato come un maledetto. Perciò, come con la trasfigurazione ha sostenuto la fede dei tre discepoli presenti, così ora, risuscitando Lazzaro davanti a tutti i discepoli e molti giudei, dimostra quanto è grande la sua comunione con Dio Padre che lo ascolta e sostiene. Questo aiuta anche noi a credere in ciò che afferma:"Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se morirà, vivrà...; non morirà in eterno". Quindi Gesù afferma che Dio non ci evita la morte, ma promette una vita oltre la morte. Io faccio fatica a crederci, come quando ero nella pancia di mia madre e non potevo credere che uscendo avrei avuto una vita nuova. La mia esperienza è che Dio c'è, e interviene spesso nella mia vita per aiutarmi e sostenere questa fede. Ma credere che mi vorrà ancora dopo la morte è più difficile. Ho tendenza anche io a dirgli, come Lazzaro, d'accordo con le sorelle: "Vieni presto a guarirmi, perché se muoio, arrivederci e grazie; sei venuto troppo tardi, ora non puoi più fare nulla".
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