Omelia (15-03-2020)
don Roberto Seregni
Cuore inquieto

In questi giorni ho cercato di seguire le notizie che arrivano dall'Italia. Ho letto paura, rabbia e disorientamento in tanti messaggi che mi sono giunti da oltre oceano. Qui in Perú la situazione, per il momento, è ancora sotto controllo. Pochi casi e tutti intorno al primo contagiato. Ma la paura c'é.
Stamattina stavo ripensando alle parole del Salmo 90: "Siamo come l'erba che germoglia e alla sera è falciata e secca". Siamo fragili e precari. La vita è un dono da accogliere con umiltà e consapevolezza. È una responsabilità e una promessa. È come un respiro: se lo tengo per me, se me lo tengo stretto, annego. Non c'è niente da fare. Forse, in questi giorni, vale davvero la pena rimettere al centro la Vita. Quella vera. Quella che Gesù ci ha regalato.

L'incontro di Gesù con la samaritana ci accompagna in questo cammino. Mi ha sempre commosso questo Gesù che sceglie di aver bisogno della samaritana, che si fa mendicante e chiede un sorso d'acqua. Pur di aprire uno spiraglio nel cuore di questa donna, Gesù si fa povero. Non si impone con la forza, non le sbatte in faccia il suo peccato e la sua miseria, ma con dolcezza - quanto ne abbiamo bisogno! - la accompagna a scoprire qual è la vera arsura che inquieta il suo cuore.
Ed io: di cosa ho sete? Qual è l'arsura che mi consuma? Qual è il desidero che mi inquieta?

C'è un piccolo dettaglio in questo testo della samaritana che mi ha sempre affascinato. La donna, quando corre alla città per avvisare i suoi concittadini, dimentica la sua anfora al pozzo. Forse è giunto anche per noi il momento di dimenticare le nostre ansie, paure, dolori e cicatrici e correre piú leggeri e piú liberi. L'acqua viva è Gesù. Lui basta.

Mentre stavo appuntando queste riflessioni è arrivato un comunicato del presidente: in tutto il Perú scuole chiuse fino a fine mese. Se in Lombardia è stato un disastro, come sarà a Lima con i suoi 10miliioni di abitanti? Nelle invasioni? Nelle baraccopoli? Nei quartieri senza acqua potabile e fognature?

Roberto, lascia la tua anfora.
"Il Signore non dimentica il grido dei poveri" (Salmo 9,13)

Uniti nella preghiera.
Un abbraccio, don Roberto