| Omelia (08-03-2020) |
| don Roberto Seregni |
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Ascoltatelo Il cammino della quaresima è un cammino di autencità, un cammino per spogliarci da tutte le incrostazioni che la vita, il mondo, l'amore e la morte hanno inesorabilmente cosparso sulla nostra anima. Sotto gli strati di macerie che appesantiscono il cuore c'è l'immagine del Figlio, c'è l'uomo nuovo che vuole prendere possesso della vita, che scalpita e freme per combattere con le armi della luce contro l'uomo vecchio seduto sulla poltrona comoda del peccato. Il cammino della quaresima è un cammino di vivificazione, di liberazione e di bellezza. Questa seconda domenica ci suggerisce come vivere questa metamorfosi quaresimale. Dal deserto delle tentazioni siamo passati al Tabor, il monte della Trasfigurazione. Gesù non è piú solo, con lui ci sono Pietro, Giacomo e Giovanni. Il maestro si rivela in tutta la sua gloria e la sua bellezza. Ai discepoli, che non riuscivano a digerire l'annuncio della Croce, Gesù anticipa la meta finale della sua esistenza. Il maestro lascia intravedere la gloria, ma i discepoli non la potranno comprendere fino a quando non accetteranno il mistero della Croce. Accanto a questa visione troviamo anche la Parola del Padre che dice: "Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo". In tutto il Vangelo di Matteo il Padre parla solo due volte, qui e nel battesimo di Gesù. In entrambe le occasioni proclama che Gesù è il Figlio amato, il prediletto. Ma sul monte Tabor aggiunge un elemento determinante: Ascoltatelo! Il Padre ci consegna l'arma decisiva per combattere la battaglia contro il nemico: ascoltare il Figlio. Questo è l'elemento essenziale della nostra metamorfosi quaresimale: spostare il baricentro della nostra vita: da me stesso a Lui. La mia trasfigurazione comincia quando smetto di ascoltare me stesso, le mie paturnie, le mie paure, le mie ansie e inizio ad ascoltare la sua voce che mi chiama ad uscire da me stesso, a regalare la vita, a sognare in grande, a non avere paura. Coraggio cari amici, il Signore ci chiama a vivere con passione questa nuova metamorfosi quaresimale per arrivare a celebrare la Pasqua spumeggianti di vita nuova. Un abbraccio, don Roberto |