Omelia (07-08-2005)
mons. Vincenzo Paglia


Gesù, dopo la moltiplicazione dei pani, sale sul monte per pregare: sta da solo davanti al Padre. È un'immagine inseparabile da quella appena passata di Gesù che moltiplica il pane per la folla. Anzi, si potrebbe dire che è dalla prima che sgorga la seconda.

I discepoli sono sulla barca. Passano la notte nella paura e nella lotta contro le onde agitate e il vento contrario. All'alba, Gesù, camminando sulle acque, si avvicina verso di loro mentre sono in gravi difficoltà. I discepoli, al vederlo, hanno paura: pensano sia un fantasma. Ma Gesù dice loro: "Non abbiate paura, sono io". È una voce rassicurante, sentita tante volte. È una voce amica, eppure la loro paura è più forte e il dubbio persiste. Pietro, a nome di tutti, chiede una prova: "Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque". E Gesù dice a Pietro: "Vieni!". L'apostolo inizia a camminare sulle onde. Ma il dubbio e la paura prendono il sopravvento e sta per essere travolto dalle onde. A questo punto, davvero disperato, Pietro grida: "Signore, salvami!". Sono due sole parole, gridate forse in modo scomposto, ma piene di speranza. E "Gesù stese la mano, lo afferrò e disse: uomo di poca fede, perché hai dubitato? (v. 31). È una scena che delinea bene lo statuto del discepolo. Nella storia della Chiesa, questo episodio ha sempre costituito l'immagine tipica del dubbio; esso in effetti non è per nulla insolito nella vita dei discepoli. Anzi, il Vangelo stesso ci ricorda che ne scandisce spesso la vita. Tutti possiamo sentirci vicini a Pietro, riconoscerci nei suoi dubbi, nelle sue incertezze e nelle sue paure. Eppure la fede è certezza. Non però dalla parte dell'uomo; noi tutti infatti siamo deboli, fragili, dubbiosi ed anche traditori. La certezza va cercata dalla parte di Dio: egli non ci abbandonerà al nostro destino triste, non ci lascerà travolgere dalle onde impetuose del male. Quel che conta – e in questo dobbiamo imitare Pietro – è gridare come lui: "Signore, salvami!". In questa preghiera è nascosto il mistero semplice e profondo della fede: Gesù è l'unico che può salvarci.