| Omelia (10-07-2005) |
| Comunità Missionaria Villaregia (giovani) |
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La scommessa sull'uomo La scienza della BIOTECNOLOGIA spiega che la produzione è legata a tre fattori: clima, terreno e pianta. La relazione tra questi fattori permette un buon o un pessimo raccolto. Tutto viene studiato ai minimi dettagli affinché si ottenga il massimo risultato. E' chiaro che, per esempio, un' azienda non coltiverebbe mai in Trentino una piantagione di banane o ananas, il clima non sarebbe adatto e il raccolto pessimo, con la conseguenza di grosse perdite economiche. Il Vangelo di oggi, ancora una volta ci mostra un Dio (IL SEMINATORE) che "uscì a seminare". Non sembra preoccupato di vedere com'è il tempo, se è adatto alla semina; non sembra preoccupato nemmeno di dove semina. Sembra che la cosa più importante sia seminare. E' l'atteggiamento dell'evangelizzatore che non importa dove semini la Parola, l'importante è seminare in abbondanza, con fiducia, certi che quella parola non tornerà a Dio senza portare frutto. Dio non ha preferenza di luoghi o persone: in ogni tempo della storia lui semina affinché germogli il fiore della giustizia e della pace. Ma dove cade questo seme? Il Vangelo ci presenta 4 situazioni diverse: • La strada: "Vennero gli uccelli e lo divorarono". La strada è un terreno duro, calpestato da tutti, il seme non penetra; • Un luogo sassoso: "dove non c'era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo: Ma, spuntato il sole, restò bruciato e non avendo radici si seccò". • Le spine: "crebbero e lo soffocarono". • La terra buona: che diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta". A questo punto verrebbe da chiedersi: ma è chiaro che sulla strada, su un terreno sassoso, tra le spine, quel seme non avrebbe portato frutto. Perché "sprecare" tanto seme, tanta energia, tanta Parola di Dio? Ci troviamo di fronte al grande mistero della libertà di Dio e dell'uomo. Dio non rinuncia mai all'uomo, scommette sempre su di lui, anche se vive abbruttito dalla violenza, dalla droga, anche se in lui è esplicito il rifiuto di Dio. Anche sulla croce Gesù-Dio, davanti agli sputi e agli insulti dei suoi carnefici ha seminato la parola del Perdono e dell'Amore: "Padre, perdonali, non sanno quello che fanno". Al ladrone "buono" (si fa per dire) Gesù dice: "Oggi stesso, sarai con me in Paradiso". Gesù ha seminato nel massimo fallimento, nel terreno pessimo dell'egoismo e dell'indifferenza dell'uomo che non ha riconosciuto in Lui il suo Salvatore, eppure lì, abbiamo la testimonianza di fede più bella di tutto il Vangelo, fatta da un pagano: "Veramente quest'uomo era Figlio di Dio!", il seme della fede, nonostante il pessimo terreno, ha germinato per l'eternità. Anche noi a volte ci sentiamo terreni poco buoni, viviamo i nostri momenti di aridità, di sterilità, di peccato, ma il Signore continua a seminare e grazie a quella parola seminata nella gratuità incontriamo o abbiamo incontrato la Salvezza. Ibrahim, un giovane di 24 anni della Costa d'Avorio ci raccontava come aveva ricevuto il seme della Parola e incontrato Gesù: "Io sono del Nord. La mia famiglia e tutto il mio villaggio è di religione mussulmana. Un giorno, all'età di 12 anni, approfittando del fatto che mio padre mi aveva portato con lui al mercato della città vicina, di nascosto, sono entrato in una chiesa cattolica e ho visto un uomo in un quadro. Ho chiesto ad una signora: 'Chi è?'; e lei mi ha risposto: 'Gesù' e, capendo che ero mussulmano, mi ha parlato di Lui, mi ha anche regalato un vangelo. Da quel giorno ho desiderato con tutto il cuore essere cristiano pur sapendo bene che mio padre non avrebbe mai accettato. Fino a 15 anni ho continuato ad andare alla moschea, ma di nascosto andavo in chiesa e seguivo anche la catechesi. Un giorno papà mi ha scoperto, si è arrabbiato e mi ha picchiato tanto che per qualche giorno non ho potuto neanche uscire di casa. Dopo quanto era successo non ho più avuto il coraggio di continuare il mio cammino di fede. Due anni dopo ho potuto realizzare il sogno di diventare cristiano. Una zia ha detto a papà che mi aveva trovato un lavoro ad Abidjan. Appena arrivato in città ho cercato la missione cattolica per iscrivermi alla catechesi. Questa volta voglio arrivare fino in fondo e sono disposto a rischiare anche la vita!" Tu che terreno sei? Se sei già in vacanza, approfittane per rassodare il tuo terreno, innaffialo, concimalo... per farlo diventare un terreno buono, perché il Signore possa seminare la sua Parola e ci sia una crescita abbondante! Buona settimana. |