| Omelia (10-07-2005) |
| don Marco Pratesi |
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Ascoltare e comprendere Siamo sempre nel contesto della prima crisi del ministero di Gesù, dove ai piccoli è dato apprezzare i misteri del Regno dei cieli, ma i capi e molti cominciano ad andarsene. Perché pochi capiscono? Perché Gesù non ha quel successo che meriterebbe? Perché la Parola non dà frutti più abbondanti? Sono domande attuali anche oggi. La Parola di Dio è creatrice: ha il potere di creare, di realizzare quanto afferma, di dare vita, di generare salvezza (cf. la prima lettura). Ma Dio vuole rispettare la nostra libertà e ha bisogno del nostro assenso per liberare la potenza della sua Parola. La nostra collaborazione è decisiva perché il seme possa portare frutto. Senza il nostro contributo il frutto non ci sarà. In molti la Parola non rimane che per pochi attimi, per svanire subito. Come può portare frutto in chi è distratto, interiormente vuoto, desideroso di evasione e basta; in chi pensa già di sapere tutto, in chi si fida ciecamente dei propri pregiudizi e non ascolta neanche? Altri accolgono il Vangelo, ma non appena questo richiede una sofferenza, una lotta, mollano. Di fronte a una difficoltà o ad un'afflizione rimangono "scandalizzati", cioè non riescono a viverla nella fede. Pensano che il cammino del discepolo non debba comportare lotta, oppure hanno paura di fronte ai nemici. Comunque l'apparire della difficoltà per loro è una smentita del Vangelo, e abbandonano presto il campo. In altri si verificano dei momenti di entusiasmo, in cui magari si sentono ben disposti e volenterosi. Ma passato quel periodo, quel momento, quando si fa sentire il peso della quotidianità, cominciano a raffreddarsi, a dimenticare, si lasciano riprendere dal tran-tran. Specialmente insidiosa è l'ansia di procurarsi la vita e l'inganno della ricchezza. E il seme non produce frutto, perché tempo e energie si spendono per altro. Chi ascolta la Parola e la comprende non si fa imbrogliare, non si lascia derubare di essa, la protegge con cura dentro di sé. Non la dimentica, l'ha presente come cosa importante da custodire. È disposto anche ad affrontare la lotta che essa richiede. Allora il seme, che è buono, dà frutto, e produce in qualcuno il cento, in altri il sessanta, in altri il trenta. Signore, liberaci da quei cattivi atteggiamenti che impediscono alla tua Parola di fruttificare in noi. Pregate fratelli e sorelle perché questo sacrificio ci renda terreno fertile, e sia gradito a Dio Padre Onnipotente. Al Padre Nostro: Chiediamo al Padre che ci liberi dal male della sterilità: |