| Omelia (26-06-2005) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Dalla Parola del giorno Chi avrà trovato la sua vita, la perderà; chi avrà perduto la sua vita per causa mia la troverà. Come vivere questa Parola? Quanto... "nicchiare" a questo proposito, da parte di tanti cosiddetti cristiani! E quante levate di scudo da parte di chi, vedendo sedicenti cristiani che sono meno che uomini, mettono al bando una fede che sembra opprimere, mor-tificare e deturpare ciò che è umano! È un punto delicatissimo della nostra fede l'interpretazione di questa Parola che è, in effetti, una delle chiavi per capire, entrare nel vangelo e viverlo con gioia. Si tratta di fare chiarezza sulla dinamica "perdere-trovare". Che cosa perdi? Forse tutto te stesso? Assolutamente no! Vieni solo perdendo quello che in te è cupidigia di possedere e tenere stretto quello che Dio ti ha dato in cura, affidandotelo per amore. "Chi ama il padre o la madre, il figlio o la figlia più di me non è degno di me" significa proprio questo. Anche le relazio-ni e gli affetti più legittimi, infatti, diventano devastanti quando sono vissuti nella logica del possesso e, dunque, dentro esigenze egoiche. Sì, amare il padre e la madre, il figlio e la figlia, il marito o la moglie, l'amico o la conso-rella o il collaboratore per loro stessi, in pura gratuità, significa perdere la propria vita nel nome di Cristo. Però, quale vita? Solo quella che ha come... "pelle" l'effimero e come "sostanza" l'ego. Ma la dinamica evangelica mi dice che proprio perdendo questa inconsistenza e zavorra io ritrovo la vera vita, il mio autentico essere persona. Oggi, nella mia pausa contemplativa, chiedo allo Spirito Santo luce interiore per capire la forza sanante e liberante di queste parole che Gesù ha pronunciato non per opprimermi e conculcarmi ma per salvarmi in questa vita e nell'altra.. Signore, non solo per la vita eterna, ma già ora e qui, com'è bello voler perdere, col tuo aiuto, tutto quello che si oppone in me alla piena espansione delle mie forze d'amore, quelle del "figlio della luce" che è potenzialmente in me. La voce di un anonimo del XV secolo Abbandona te stesso, e mi troverai. Vivi libero da preferenze, libero da tutto ciò che sia tuo proprio, e ne avrai sempre vantaggio; ché una grazia sempre più grande sarà riversata sopra di te, non appena avrai rinunciato a te stesso, senza volerti più riavere. Da' il tutto per il tutto. dall'Imitazione di Cristo |