| Omelia (19-06-2005) |
| padre Paul Devreux |
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Gesù dice: "Non temere." Ma di cosa ho paura e quali sono le cose che debbono essere svelate? Penso che Gesù parla delle sofferenze che avvelenano la vita e i rapporti umani, perché le cose da temere sono proprio gli altri tant'è vero che il sogno di molti è quello di non avere bisogno di nessuno, di essere indispensabile per tutti, il che corrisponde ad avere il coltello dalla parte del manico. Qualcuno per sintetizzare questo problema diceva: "Maledetti altri, ho bisogno di voi!". La soluzione che propone Gesù è quella di temere Dio anziché gli uomini, cioè dare importanza a lui, scegliere di dipendere da lui, di fidarci di lui. Questo lo posso fare concretamente consegnando i miei bisogni a lui, così non ho più bisogno di piacere agli altri. E già! perché il problema di fondo è proprio questo: riuscire a piacere. Cosa non sono disposto a fare pur di riuscire a piacere. Lo faccio perché se non piaccio vengo pian piano dimenticato da tutti e mi ritrovo solo. Facendo un minimo di introspezione mi sono reso conto che se consegno il mio bisogno al Signore e di conseguenza rinuncio a fare le cose che faccio per piacere, cioè per paura di non piacere, non ho quasi più niente da fare e posso cominciare a pregare e a fare qualcosa per gli altri senza più essere stressato dall'urgenza di piacere. Il risultato è che faccio le stesse cose molto meglio e sono felice, perché scopro che è il Signore stesso che si prende cura del mio bisogno, e lo fa molto meglio di me. Signore, ti ringrazio perché il dono di riuscire a temerti mi da la possibilità di non temere gli uomini e di camminare in piedi in questo mondo. Di fatto pregare in ginocchio davanti a te è bello e mi dà dignità, mentre pregare un uomo in ginocchio è umiliante. Meglio temere te, Signore. |