Omelia (19-06-2005)
LaParrocchia.it
Lo zelo apostolico

La scorsa domenica abbiamo visto che ogni cristiano ha il dovere come tale di «essere missionario». Le letture di oggi ci avvertono che questa «missione» è si bella ed entusiasmante, ma comporta anche dei rischi.

Nello stesso tempo le parole del vangelo allontanano la paura, dissipano l'angoscia e riaffermano la fiducia. Scelti da Cristo per essere i suoi messaggeri presso i fratelli, sapremo compiere la nostra missione con serenità e coraggio, nonostante le incomprensioni, gli ostacoli, gli insuccessi. «Non temete!» - ci dice Cristo. La nostra fede sia salda, la nostra speranza ferma, la nostra carità generosa.

Ogni cristiano è chiamato a rendere testimonianza a Cristo. La consegna data agli apostoli è rivolta a tutti: Sarete miei testimoni!

- Una missione sublime. È la stessa di Cristo: portare la luce nelle tenebre, la serenità nella prova, la speranza nel dubbio, la gioia nella sofferenza.
Permette all'uomo di realizzare il suo destino umano al di là di ogni speranza, elevandolo alla dignità di figlio di Dio. Fa sì che «il cielo visiti la terra», per renderla più umana e più fraterna.

- Una missione delicata. I benefici che essa apporta sono il frutto di un amore altamente esigente: quello di Dio per l'uomo. Amore personale che esige una risposta personale; amore gratuito che, in un mondo dove tutto si paga, esige in risposta il dono disinteressato di sé, del proprio tempo, del proprio denaro, dei beni, del cuore e perfino della vita.

- Una missione pericolosa. Le esigenze dell'amore vanno contro ogni preconcetto, sconvolgono le abitudini del benessere e del quieto vivere, abbattono i bastioni dell'egoismo, irritano gli arrivati e i ricchi; provocano resistenze e lotte e qualche volta scatenano delle vere persecuzioni.

Quanto coraggio e quanta forza sono necessari per vivere un vero cristianesimo! Ma bisogna avere piena fiducia nella parola e nella promessa del Signore: «Coraggio! Io ho vinto il mondo. Io sono con voi sino alla fine del mondo».