Omelia (16-06-2002)
Casa di Preghiera San Biagio FMA


Dalla liturgia del giorno
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

Come vivere questa Parola?
Un aforisma di luce. Come tanti nel vangelo. Una luce nella notte di una società: la nostra, che in un'area del mondo è opulenta e tutta volta al profitto, nell'altra area è mancante perfino dei beni primari, impegnata in un a corpo a corpo disperato con la miseria e la morte. Per la mancanza di gratuità di chi ha molto, chi non ha nulla muore. Questa è la realtà. Gratuitamente abbiamo ricevuto da Dio ogni bene: la vita e queste dolci creature che, se non sono cercate con bramosia di possesso, ci allietano l'esistenza. Gratuitamente, senza alcuno sforzo da parte nostra, abbiamo ricevuto l'Amore di Dio che "per il primo ci ha amato" e –follia dell'amore!- ha dato il suo Figlio Gesù perché ci facesse uscire dalla morte del peccato che è non senso di tutto e perdizione. Se questa gratuità di Dio ci raggiunge in cuore come un evento che ci desta interiormente a consapevolezza vera, se smette di essere un mero concetto archiviato nelle acquisizioni mentali, tutto cambia in noi. E' come quando dal buio sorge il sole!

Oggi, nella mia pausa contemplativa, proprio questo chiederò al Signore. Oggi, domenica, giorno del Signore! Dedicandomi a scoprire nella mia vita personale i doni di Dio, la sua continua gratuità, chiederò a lui d'imparare la gratuità nelle mie relazioni. Mi faccia capire dove devo smettere di essere un calcolatore, uno che vanta diritti, esige riconoscimenti, riconoscenza, ricompensa, ricambio di favori. Mio Dio, rendimi aperto alla tua gratuità che mi fa libero di donarmi in gratuità.

La voce di un grande Padre della Chiesa
Fratelli, non siamo cattivi amministratori dei beni che ci sono affidati. Non ammazziamoci per ammassare denaro quando i nostri fratelli muoiono di fame. I doni di Dio non devono essere accaparrati dai più forti, o dagli Stati. Non cercate di distinguervi dagli altri se non per la vostra generosità.
Gregorio Nazianzeno