Omelia (12-06-2005)
Casa di Preghiera San Biagio FMA


Dalla Parola del giorno
Gesù, viste le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore.

Come vivere questa Parola?
È lo sguardo di Dio che si posa sulla nostra miseria. Su quella di ieri, delle "pecore sperdute della casa di Israele". Su quella di oggi, dal volto non meno drammatico. "Pecore" stanche di vagare dietro "pastori di turno" che poi si rivelano mercenari o volgari predatori, capaci solo di seminare delusione e vuoto. Al suo sguardo non sfugge l'amarezza di vite spente che vagano senza meta e senza ideali, né la sete inappagata che li tormenta. "Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione", canta il profeta della tenerezza di Dio (Osea). È il fremito delle viscere materne di questo Dio che nel male, da noi stessi introdotto nella storia, coglie soprattutto quello che ci ferisce. Lui, il Pastore Grande, non può tollerare che intristiamo in una vita senza senso. Per questo il suo sguardo ora spazia sull'orizzonte della storia, cercando chi mandare. È da quel "fremito" che sgorga l'imperativo: "Pregate il Padrone della messe, perché mandi operai". Laici impegnati, sacerdoti, religiosi che condividano la sua "compassione" e la sua "passione" per l'uomo. Pastori che non si lascino catturare dalle logiche del mondo, sia pure con il pretesto di svolgere meglio la propria missione. Uomini e donne il cui sguardo sappia posarsi con "compassione" sulle ferite di chi vive loro accanto, che si lascino interpellare dal muto richiamo di chi "dentro" sta agonizzando o già non vive più. Cristiani che ricalchino le orme di Cristo e, sul suo esempio, si prendano cura del gregge, precedendolo in un cammino di autenticità.

Oggi, nella mia pausa contemplativa, proverò a guardare nella stessa direzione e con la stessa empatia di Gesù. Richiamerò alla mente volti familiari, o immagini proposte dal telegiornale ripetendo con convinzione e compassione: "Sono pecore senza pastore". Lascerò poi che lo sguardo di Gesù mi interpelli, pronto a dare la mia disponibilità di "pastore".

Pastore buono, che posi il tuo sguardo di misericordia e di amore sulle miserie del nostro tempo e fremi nel tuo intimo di fronte allo sbandamento in cui ci dibattiamo, concedi alla tua Chiesa "pastori" secondo il tuo cuore che sappiano indicare la via della vita, percorrendola per primi con gioiosa decisione.

La voce della fondatrice delle "Ancelle" e dei "Figli" dell'Amore Misericordioso
Alla fine del giorno vado a presentare a Gesù, piena di fede, fiducia e amore, le miserie di ognuno, con l'assoluta certezza di non stancarlo mai [...]. Ed Egli che è tutto Amore e Misericordia, specialmente verso i figli che soffrono, non mi lascia delusa e così vedo con gioia confortate tutte quelle anime che si affidano all'Amore Misericordioso.
Madre Speranza