| Omelia (12-06-2005) |
| LaParrocchia.it |
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Missionari del vangelo Fratelli e sorelle, in questa XI domenica del Tempo Ordinario siamo invitati a prendere chiara coscienza della nostra qualità di «missionari di Cristo». «La messe è abbondante - dirà Gesù nel vangelo -, ma gli operai sono pochi». Non dobbiamo certo trascurare la preghiera, perché Dio susciti numerose vocazioni sacerdotali e religiose; ma dobbiamo anche riflettere sul dovere che hanno tutti i cristiani, senza eccezione, di essere operai della «messe». Se riusciamo ad uscire dal nostro mondo ristretto e aprire gli occhi sugli altri, saremo presi certamente dalla pietà, di fronte all'immensa miseria degli uomini, miseria materiale e morale. Ognuno di noi deve sentire il dovere di rivelare loro Cristo e il suo vangelo, e di esserne noi stessi i testimoni. Dobbiamo essere portatori dell'amore di Dio ad un mondo che muore perché non sa amare. Come discepoli di Cristo, i cristiani devono sentire il dovere di essere «missionari», zelanti nel continuare la sua opera di salvezza. Ci sono molti invece che se ne stanno tranquilli e soddisfatti: hanno perduto ogni senso di apostolato, chiusi nell'egoismo o nell'indifferenza. Che cosa significa essere «missionari del vangelo»? - Mettersi all'ascolto di Cristo e dei fratelli. Di Cristo: sforzarsi di comprendere il suo messaggio di amore e lasciarsene compenetrare. Questo è l'inviato del Padre per portare agli uomini la salvezza. Dei fratelli: capire le loro necessità, la loro debolezza, averne pietà senza permettersi di giudicarli o di condannarli. Sono pecore senza pastore - dice Cristo - che hanno bisogno di misericordia. - Proclamare Cristo unico salvatore degli uomini. Dare a tutti l'esempio di una vita fedele a Cristo e al suo vangelo; vivere le Beatitudini, la povertà, la serenità nelle prove, la ricerca incessante della luce; amare sinceramente il prossimo, di un amore fatto di comprensione, di disinteresse e di spirito di servizio. - Costruire con Cristo e in Cristo il Regno di Dio. Impegnarsi a far nascere una società nuova, fondata sui principi evangelici, ispirati all'amore di Dio e del prossimo, alla giustizia, alla pace e alla concordia. E tutto questo senza appoggiarsi a sistemi politici o umani, ma prendendo solo Cristo come «pietra angolare» dell'edificio. Saremo buoni missionari del vangelo, se sapremo ascoltare la Parola di Dio e le necessità del mondo intero, per poter poi proclamare Cristo unico salvatore, ed essere così costruttori del suo Regno. |