| Omelia (29-05-2005) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Dalla Parola del giorno "Poiché c'è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo". Come vivere questa Parola? Oggi la Chiesa festeggia il mistero del Corpo e del Sangue di Cristo. E' il mistero dell'incarnazione: l'annuncio folle di un Dio che si è fatto carne. La prima lettura, tratta dal libro del Deuteronomio, ci aiuta a comprendere l'attesa degli uomini, il bisogno che essi hanno di quell'annuncio. Il vagabondare nel deserto da parte di Israele infatti è figura dell'umana esistenza terrena: un cammino segnato dalla minaccia della morte (serpenti velenosi e scorpioni, terra assetata,...), nel quale tuttavia non viene meno il desiderio della terra promessa, della vita eterna. La maledizione della vita terrena è la separazione da Dio, la lontananza dal cielo. Ma ecco il miracolo, il mistero appunto che oggi si festeggia: Dio si fa vicino, il cielo scende sulla terra. Come non riconoscere nei segni dati a Israele, la manna e l'acqua dalla roccia, la prefigurazione del Corpo e del Sangue di Cristo? Dio si è fatto carne: in che modo questo evento cambia la nostra vita? La risposta è suggerita dalla seconda lettura e dal Vangelo. Dio si è fatto carne, e la carne si è fatta pane, anzi sottilissima ostia: come trovare Cristo in quel minuscolo frammento? Ce lo dice S.Paolo: "Il pane che noi spezziamo, è comunione col Corpo di Cristo" (1 Cor 10,16). E in modo ancora più esplicito Gesù stesso, nel vangelo di Giovanni: "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui" (Gv 6,56). E' vero, Cristo si è fatto piccolissimo, fino quasi a scomparire in quel pezzetto di pane: ma proprio perché vuole che noi stessi diventiamo il suo corpo! Oggi, nella mia pausa contemplativa, chiedo luce di Spirito Santo perché nel sacramento dell'Eucaristia possa davvero contemplare tutto il mistero della salvezza, il mirabile scambio: Dio si è fatto uomo, affinché gli uomini si facciano Dio! Faccio mia la preghiera di san Tommaso d'Aquino: «Bone pastor, panis vere, Iesu, nostri miserere...». La voce di un Vescovo dei primi secoli Siate ciò che vedete: il corpo di Cristo! Ricevete ciò che siete: il corpo di Cristo! S.Agostino |