| Omelia (29-05-2005) |
| don Marco Pratesi |
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Il pane dal cielo In questa parte del discorso tenuto nella sinagoga di Cafarnao dopo la moltiplicazione dei pani Gesù parla specificamente dell'Eucarestia, la sua carne e il suo sangue offerti come cibo e bevanda di salvezza. Se vogliamo sintetizzare quanto il Signore dice a proposito di questo cibo, possiamo farlo in quattro affermazioni. 1. "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, e io in lui" (v. 56). L'Eucarestia produce una presenza reciproca, un essere l'uno nell'altro, una unione intima per la quale il Signore porta in sé il discepolo e il discepolo il suo Signore. 2. "Come il Padre vivente mi ha mandato e io vivo per il Padre, così chi mi mangia vivrà per me" (v. 57), cioè vivrà attraverso di me, grazie a me, di me. L'Eucarestia ci comunica la sua vita, che poi non è altro che la vita stessa del Padre. Mangiarla significa acquisire un nuovo principio vitale, che è l'essere-figlio di Gesù. 3. "Questo è il pane che discende dal cielo, affinché chi ne mangia non muoia" (v. 50); "non come quello che i padri mangiarono, e morirono. Chi mangia di questo pane vivrà in eterno" (v. 58). L'Eucarestia ci mette dentro una vita che è più forte della morte, sulla quale la morte non ha potere. 4. "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno" (v. 54). L'Eucarestia in noi è seme di resurrezione, immette dentro di noi una forza che porterà il nostro stesso corpo alla vita eterna; è "farmaco d'immortalità". Sotto i poveri segni del pane e del vino si nasconde davvero un mistero grande, che ci richiede di essere sempre di nuovo vissuto, accolto e contemplato. Esso ci impegna a portare nella concretezza della vita quello che celebriamo nel mistero della fede. Vivere il quotidiano con il Signore, insieme a lui, anzi, vivere di lui; liberati dal potere della morte e - nella speranza - già da risorti: questo il dono e l'impegno dell'Eucaristia. All'offertorio: Pregate fratelli e sorelle perché questo sacrificio ci comunichi la vita del cielo, e sia gradito a Dio Padre Onnipotente. Al Padre Nostro: Chiediamo con fiducia al Padre il pane per la nostra vita di ogni giorno, e in particolare il pane che viene dal cielo: |