| Omelia (19-04-2014) |
| Paolo Curtaz |
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Durante il sabato santo la Chiesa ferma ogni sua attività, aspettando la veglia pasquale, la madre di tutte le veglie, il cuore della nostra fede. Durante questa notte faremo memoria della resurrezione. Per arrivare fino a qui ci siamo lungamente preparati. Abbiamo camminato nel deserto con autenticità per riscoprire noi stessi, per riconoscere la nostra sete interiore, il nostro immenso desiderio di luce e di vita. Fino a qui siamo arrivati, per questa notte in cui, in tutta la Chiesa, dalla foresta amazzonica alle grandi metropoli dell'Asia, alle vecchie comunità europee, risuona lo stesso annuncio: non cerchiamo fra i morti uno che è vivo, non è qui, è risorto! Gesù è vivo, amici. Non rianimato, non vivo nei nostri pensieri, no. È per sempre il vivente è per sempre il presente. La morte, ogni morte, quella fisica e quella spirituale, quella dell'anima e quella della gioia, è sconfitta. Gesù risorto è la sorgente inesauribile della nostra gioia! Se Gesù è vivo allora tutto ciò che ha detto e fatto acquista una luce diversa, una prospettiva inattesa. Ora sappiamo tutto, conosciamo i segreti della storia e della vita. Dio ci ha creati per amare e per gioire e il peccato che ci impedisce di amare e di gioire è definitivamente sconfitto. Leggeremo, durante la veglia, il racconto della storia della salvezza, dalle origine al sepolcro, dalla creazione alla redenzione. Gioiamo, amici, Cristo è risorto! |