Omelia (22-12-2002)
padre Paul Devreux
Lc 1,26-38

L'angelo è un messaggero, ma tramite lui è Dio stesso che viene a trovare Maria per illustrargli il suo progetto di salvezza per l'umanità; e gli domanda se è disposta a collaborare. Maria si rende disponibile. Il suo "Si", porta salvezza a tutti, compreso lei. Credo che è importante approfondire questo punto.

Dio non strumentalizza nessuno, nemmeno Maria. Se Maria avesse detto di "No", il Signore non si sarebbe offeso, e si sarebbe ripresentato il giorno dopo da Maria, come fa con ognuno di noi tutti i giorni, con un nuovo progetto di salvezza per lei e per noi, e questo all'infinito. Dio non si stanca mai di venirci a cercare per proporci il suo aiuto: anche in questo sta la sua bontà, onnipotenza e creatività infinita.

Dio usa la disponibilità di Maria per il suo progetto di salvezza per noi, ma non a scapito del bene di Maria: Dio non cerca mai la cavia che si deve sacrificare per la giusta causa, anche se è vero che occorre sacrificarsi per costruire cose vere, ma sono sacrifici che si fanno volentieri, perché si spera d'ottenere qualche cosa di proporzionato al sacrificio.

Dio cerca l'uomo disposto ad ascoltarlo, per assumerlo come collaboratore a fin di bene in questo mondo, e lo paga bene!

"Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna." (Mt. 19,29).

Penso che il segno d'autenticità di una chiamata del Signore è proprio la realizzazione personale, oltre che il riuscire a fare del bene nel suo nome. Il signore ha per noi progetti di pace.

Il "Si" di Maria porta gioia in cielo e in terra; ma soprattutto a lei!

Signore aiutami ad ascoltarti e a dirti "Si" tutti i giorni. Te lo chiedo egoisticamente per me, perché so che i tuoi progetti sono molto più interessanti dei miei.