| Omelia (24-04-2005) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Dalla Parola del giorno Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce. Come vivere questa Parola? In Cristo, siamo chiamati dalle tenebre alla luce, dice l'apostolo Pietro. Per mezzo di Lui procediamo in direzione della salvezza. Ricorrendo ad un'immagine, potremmo dire che Cristo è il capo-carovana, colui che cammina davanti a noi, il punto di riferimento, come Lui stesso si definisce nel vangelo odierno: "Io sono la via, la verità e la vita". Dunque la pienezza, ideale assoluto di ogni esistenza umana che cerca di realizzarsi custodendo e coltivando il progetto di Dio. Ma chiediamoci: in un'epoca come la nostra, in cui è latente la tentazione di arroccarsi nella diffidenza e nel disincanto, in che misura ci lasciamo coinvolgere veramente da questo ideale assoluto? Davvero è per noi una meta raggiungibile oppure lo riteniamo un'utopia irrealizzabile che cresce nel terreno dell'ingenuità? E se lo è, quali sono le ragioni della speranza e dell'ottimismo cristiano intesi come orizzonte di luce nel nostro quotidiano divenire? Nella fede, la risposta è: Gesù Cristo, pietra viva, scelta da Dio come "testata d'angolo" (Sal 118). E in Lui, anche noi, coinvolti nella costruzione di un edificio spirituale in cui il Signore si compiace di dimorare. Già ora, nel tempo che ci è stato concesso come spazio vitale dell'incontro con Lui. Oggi, nella mia pausa contemplativa, contemplerò questo misterioso disegno di salvezza che mi comprende in sé e mi attrae su strade di luce. Donami, Signore, uno sguardo capace di profondità perché possa rintracciare nella creazione, nel cosmo e nella storia i segni della Tua presenza che tracciano la Via, annunciano la Verità e dischiudono alla Vita. La voce di monaco del nostro tempo Sì, i cristiani sono popolo messianico soltanto quando e se accettano la croce come il loro Signore(...). E' vivendo come Lui ha vissuto che noi cristiani possiamo testimoniare a tutti gli uomini di essere veramente un popolo sacerdotale e regale, un popolo che tenta di far abitare nel mondo un riverbero della misericordia di Dio. Enzo Bianchi |