| Omelia (24-04-2005) |
| padre Romeo Ballan |
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Da Cristo: "via, verita' e vita": una santa inquietudine missionaria Riflessioni Il messaggio del Vangelo di questa domenica e le esperienze della prima comunità cristiana (I e II lettura) contengono preziose luci per la missione della Chiesa. Il libro degli Atti (I lettura) presenta un quadro di difficoltà missionarie molto concrete e frequenti: riguardano la crescita numerica e la pluralità culturale della comunità, l'organizzazione dell'assistenza ai bisognosi, con risvolti sociali e linguistici (malcontento fra ellenisti ed ebrei). Per la soluzione vengono impiegati criteri che sono fondamentali per la missione: ampia consultazione all'interno del gruppo (Atti 6,2), ricerca di persone piene di Spirito Santo e di saggezza (v. 3), definizione dei ministeri dei Dodici Apostoli, gruppo dei discepoli, diaconi (v. 3.4.6). Oggi diremmo che la soluzione è stata trovata nella collegialità e ministerialità, con pluralismo culturale e decentramento. Una soluzione esemplare che ha immediati effetti di irradiazione missionaria (v. 7). Soluzioni di questa natura si addicono a un popolo regale, santo, scelto da Dio (II lettura, v. 9), chiamato a stringersi a "Cristo, pietra viva", e quindi, un popolo composto da 'pietre vive' (cf. v. 4.5). Non importa che si tratti di pietre di facciata o nascoste nelle fondamenta. S. Daniele Comboni raccomandava ai suoi missionari per l'Africa nel 1871: "Il missionario deve sovente riflettere e meditare, che egli lavora in un'opera di altissimo merito sì, ma sommamente ardua e laboriosa, per essere una pietra nascosta sotterra, che forse non verrà mai alla luce, e che entra a far parte del fondamento di un nuovo e colossale edificio, che solo i posteri vedranno spuntare dal suolo..." (Scritti, 2701). Ciò che importa è essere parte dell'edificio spirituale, che è la comunità dei credenti in Cristo Salvatore. Il Vangelo inizia con un invito alla speranza, pronunciato da Gesù poche ore prima della sua passione: "Non sia turbato il vostro cuore..." (v. 1). Il motivo di tale fiducia è Gesù stesso: Egli prepara un posto per ciascuno di noi (v. 2.3); Egli è 'la via, la verità, la vita' (v. 6); Egli è nel Padre e il Padre è in Lui (cf. v. 10.11); chi ha visto Lui ha visto il Padre (cf. v. 9). Queste e altre affermazioni bibliche costituiscono il fondamento della verità di 'Gesù unico Salvatore'. Un pilastro irrinunciabile della missione evangelizzatrice della Chiesa; una verità che è dogmaticamente certa, ma ancora bisognosa di approfondimento teologico. Su questo tema Cristologico, una conferma significativa ci viene dal Card. Ratzinger, ora Papa Benedetto XVI, nella sua omelia "pro eligendo pontifice", del 18 aprile 2005: "Noi abbiamo un'altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. É lui la misura del vero umanesimo. Adulta non è una fede che segue le onde della moda e l'ultima novità; adulta e matura è una fede profondamente radicata nell'amicizia con Cristo. È quest'amicizia che ci apre a tutto ciò che è buono e ci dona il criterio per discernere tra vero e falso, tra inganno e verità. Questa fede adulta dobbiamo maturare, a questa fede dobbiamo guidare il gregge di Cristo. Ed è questa fede - solo la fede - che crea unità e si realizza nella carità. San Paolo ci offre a questo proposito... una bella parola: fare la verità nella carità, come formula fondamentale dell'esistenza cristiana. In Cristo, coincidono verità e carità. Nella misura in cui ci avviciniamo a Cristo, anche nella nostra vita, verità e carità si fondono. La carità senza verità sarebbe cieca; la verità senza carità sarebbe come 'un cembalo che tintinna' (1Cor 13,1)... Il Signore ci rivolge queste meravigliose parole: 'Non vi chiamo più servi... ma vi ho chiamato amici... Vi ho costituito perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga' (Gv 15,15.16). Appare qui il dinamismo dell'esistenza del cristiano, dell'apostolo: vi ho costituito perché andiate... Dobbiamo essere animati da una santa inquietudine: l'inquietudine di portare a tutti il dono della fede, dell'amicizia con Cristo. In verità, l'amore, l'amicizia di Dio ci è stata data perché arrivi anche agli altri. Abbiamo ricevuto la fede per donarla ad altri; siamo sacerdoti per servire altri. E dobbiamo portare un frutto che rimanga". Autorevole e confortante commento missionario dal nuovo Pastore della Chiesa universale! * Parola del Papa * "La Chiesa di oggi deve ravvivare in se stessa la consapevolezza del compito di riproporre al mondo la voce di Colui che ha detto: 'Io sono la luce del mondo; chi segue me non caminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita' (Gv 8,12)... Con questa consapevolezza mi rivolgo a tutti, anche a coloro che seguono altre religioni o che semplicemente cercano una risposta alle domande fondamentali dell'esistenza e ancora non l'hanno trovata. A tutti mi rivolgo con semplicità ed affetto, per assicurare che la Chiesa vuole continuare a tessere con loro un dialogo aperto e sincero, alla ricerca del vero bene dell'uomo e della società". Benedetto XVI Primo Discorso da Papa Cappella Sistina, 20 aprile 2005. Sui passi dei Missionari - 24/4: S. Fedele da Sigmaringen (1577-1622), sacerdote capuccino svizzero, protomartire di Propaganda Fide e dell'Ordine dei Cappuccini. - 25/4: S. Marco, evangelista, discepolo di Paolo e di Pietro, ritenuto il fondatore della Chiesa di Alessandria d'Egitto. - 25/4: S. Pietro di Betancur (+1667), fratello terziario francescano, missionario spagnolo in Guatemala. - 28/4: S. Pietro Chanel (1803-1841), sacerdote marista, missionario nell'isola di Futuna, protomartire e patrono dell'Oceania. - 28/4: S. Luigi Maria Grignion de Montfort (1673-1716), zelante apostolo nelle missioni popolari in Francia, fondatore delle Figlie della Sapienza e dei Monfortani. - 29/4: S. Caterina da Siena (1347-1380), laica terziaria domenicana, mistica e dottore della Chiesa, patrona d'Italia e d'Europa. - 30/4: B. Maria dell'Incarnazione Guyart Martin (1599-1672), prima missionaria della storia (dalla Francia al Canadà), mistica, fondatrice, insieme ad alcuni gesuiti, della Chiesa canadese. |