| Omelia (24-04-2005) |
| Comunità Missionaria Villaregia (giovani) |
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Lo sapevi? Si e' aperta una nuova strada Strada facendo vedrai che non sei più da solo strada facendo troverai un gancio in mezzo al cielo e sentirai la strada far battere il tuo cuore vedrai più amore vedrai... Ti ricordi questa canzone? Sono molte le strade che percorriamo ogni giorno, sono molte le strade percorse dagli uomini... le strade diventano sempre più confortevoli, sicure, larghe... Si percorrono in modo sempre più rapido. La vita stessa è vista come un cammino da percorrere e ogni giorno ne percorriamo una piccola tappa. Quanti, però, hanno l'impressione di non saper dove andare; per i più la meta di questo cammino è sconosciuta... Allora, la Parola di questa domenica acquista un significato particolare per ciascuno, risuona in modo forte perché è Gesù stesso che si propone come: VIA, VERITA' E VITA. "IO SONO LA VIA, LA VERITA' E LA VITA". Gesù ha il coraggio di mostrarsi come l'UNICO cammino per tutti, l'unica verità, l'unica vita per ciascuno. Cosa significano le Parole di Gesù: "Io sono la via, la verità e la vita?" Il cammino terreno di Gesù ha avuto una meta, una direzione in cui ha desiderato mostrarci la verità tutta intera, l'abbondanza della vita: seguiamolo.... Fin dall'Antico Testamento l'incontro con Dio appare come una realtà che mette l'uomo in movimento. Pensiamo ad Abramo invitato a lasciare la sua terra per andare verso un luogo non chiaramente identificato: "... che io ti indicherò!" Gesù, quando chiama i discepoli dice loro: "Vieni e seguimi". Lui è la VIA, il CAMMINO. Non è però solo un apripista, ma uno che per primo si inoltra per il difficile sentiero della vita. Gesù è il passaggio obbligato per coloro che vogliono raggiungere la vita in abbondanza. Ce lo diceva anche domenica scorsa: "Io sono la porta, se uno entra attraverso di me, sarà salvo: entrerà e uscirà e troverà pascolo. Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza". Più volte gli evangelisti parlando di Gesù dicono "Si diresse decisamente verso Gerusalemme" (Lc 9,51). Il suo cammino sembra terminare infatti nella città Santa, precisamente sul Golgota. Gesù vuole condurci là, e lì ci dà appuntamento per rivelarci la Verità e darci la Vita. Allora il cammino che Gesù propone è il cammino della Croce, la sua via si chiama Via Crucis, Via della Croce, nella disponibilità a dare la sua vita per gli altri, ci rivela la sua figliolanza, lì ci rivela l'amore del Padre, che ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito, perché tutti gli uomini si salvino e abbiano la vita in abbondanza". La domanda di Filippo: "Gesù mostraci il Padre", e la risposta di Gesù: "Chi vede me, vede il Padre", trovano nella Croce il loro incontro. Per andare al Padre non c'è altra via se non Gesù e questi Crocifisso. Lui non è solo un modello da imitare, ma l'unica via da prendere: Lui è davvero il luogo dove il Padre nello Spirito si rivela totalmente agli uomini: conoscere lui è conoscere e vedere il Padre e sarà proprio un pagano, il centurione romano che, vedendo il Cristo morire abbandonato fiducioso nelle mani del Padre dirà: "Veramente quest'uomo è il Figlio di Dio", riconosce in Gesù la Verità dell'uomo: essere Figli di Dio salvati dall'Amore Misericordioso di Dio che è Padre. Ci facciamo aiutare anche dall'esperienza di Sergio, un giovane, ammalato di AIDS, della Costa d'Avorio che P. Marco ha incontrato qualche tempo fa: "Una sera si presentò un giovane, non molto alto, i capelli rasi a zero, gli occhi grandi che risaltavano nel volto magro, desiderava parlare con P. Giancarlo. Mentre lo aspettavamo gli chiesi il nome: "Sergio" mi rispose. Era sofferente anche per una ferita all'addome che, dopo un'operazione subita qualche tempo prima, gli si era riaperta. Sollevandosi la camicia mi mostrò la ferita: una grande elle piena di pus, che lui asciugava con un fazzoletto. Timidamente gli domandai la sua storia: 'Ho 22 anni e da qualche giorno abito sotto un ponte. Ho lasciato il villaggio da molto tempo, i miei sono là, ma non ho il coraggio di tornare e mostrarmi in questo stato. Cercavo un lavoro, poi mi sono ammalato. Da tre mesi ho continuamente la diarrea, ho perso molto peso. Fino a qualche giorno fa ho abitato con un amico, ma la situazione era diventata insostenibile a causa della mia malattia, l'AIDS: per paura del contagio, rompevano tutti i bicchieri dai quali io bevevo... me ne sono andato per non essere di peso..." Gli offrii un po' di thé, pur sapendo che la malattia non si contagia in quel modo, scelsi istintivamente un bicchiere verde di plastica, l'unico in tutta la casa, facile da riconoscere... Maledetta paura! Con fatica sorseggiò la bevanda, sembrava avesse il fuoco in gola, ma la sete era più forte. Anche bere era una lotta per lui. Quando tornò P. Giancarlo mi diressi verso la cappella, scoppiai in pianto con un senso profondo di impotenza: "Sergio, quanto vivrai? Cosa darti? Cosa fare per te? Nessuna medicina avrebbe potuto salvarlo. La risposta c'era: la croce silenziosa di Gesù. Capii che Cristo era morto per lui, aveva sofferto per lui. Una morte terribile aspettava Sergio, però poi c'era la Vita vera... Guardandolo andare via dalla finestra, avrei voluto corrergli dietro, gettarmi ai suoi piedi, abbracciarlo... "Sergio, abbi fede", gli gridai dal mio cuore. Dopo, qualche minuto, mi alzai, mi asciugai gli occhi e andai a lavare il bicchiere". P. Marco G. Si possono compiere migliaia di pellegrinaggi, ma allontanarsi dalla Via; si possono frequentare tutte le università e studiare anche tutta la vita, ma senza lasciarsi illuminare dalla verità, si possono fare tutte le esperienze più appaganti di questo mondo ma non avere il cuore pieno di colui che solo possiede la pienezza della vita. Buon cammino. Gesù è una Via dove non si paga il pedaggio. Lui conduce al Padre, gratis! |