Omelia (15-10-2017)
don Giovanni Berti
L'abito giusto per la messa

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Mi ricordo che quando sono stato in Africa la prima volta, in visita missionaria, ho fatto un bellissimo viaggio in Guinea Bissau con un gruppo di giovani della Diocesi. Fu un viaggio che mi fece entrare per davvero nell'esperienza missionaria di tanti religiosi e laici dall'Italia e non solo, ma anche mi fece entrare negli usi e costumi delle popolazioni di quella piccola e poverissima parte del continente africano.

Una domenica siamo stati alla messa in uno sperduto villaggio distante molte ore di fuoristrada dalla capitale Bissau. In quel villaggio c'era una piccola comunità di suore italiane e brasiliane. La messa veniva celebrata in una grande sala poco distante dalla casa delle suore ed era partecipata moltissimo dagli abitanti dei villaggi attorno. La sala era piena e le suore ci dissero subito che i cristiani battezzati lì dentro erano solamente le suore, io come prete e i giovani con me. Molti erano in cammino per diventare cristiani e gli altri partecipavano perché molto legati alla missione. La messa fu una vera festa, nello stile africano che prevede canti e balli e nessuna attenzione all'orologio. Poco prima di andare alla messa le suore ci raccomandarono di vestire bene, di non indossare pantaloncini o magliette troppo corte. Tutti quelli che partecipavano erano infatti vestiti con i loro abiti migliori. Molti venivano a piedi dopo un cammino di ore e altrettante ne avrebbero fatte per tornare a casa.

Gesù usa immagini forti per parlare ancora una volta di cosa significa far parte del Regno dei cieli, cioè di quel mondo che Dio vuole nel mondo degli uomini. Gesù parla in reazione all'atteggiamento ostile sempre più forte dei suoi avversari, che sono i rappresentanti della religione del suo tempo, che non accolgono e non comprendono il suo messaggio. Gesù nello stesso tempo disegna quello che sarà lo stile della comunità cristiana nel futuro, quindi anche la nostra oggi.
La Chiesa è come una festa di nozze dove tutti sono invitati, e l'unica cosa che viene richiesta è accettare l'invito e vestire l'abito giusto. L'invito è fatto a tutti ed è rivolto anche a chi è lontano, alle cosiddette "periferie" (i crocicchi delle strade) della vita umana. Tutti sono chiamati e nessuno deve sentirsi escluso e tantomeno escludere altri.

Una Chiesa esclusiva come un club non è la Chiesa di Gesù. La missione della Chiesa che parte proprio dalla messa domenicale, è quella di far sentire tutti parte di questo grande progetto di Dio per l'umanità intera, cioè creare un mondo nuovo, inclusivo, pacifico, solidale, misericordioso. La missione è quella di far sì che ogni angolo della terra, sia nelle terre di missione lontane come la Guinea Bissau, ma anche la casa del mio vicino che magari non conosco, diventino una "festa di nozze" come quella del Vangelo, dove al centro ci sta la felicità di tutti in un amore totale reciproco.

La parte della parabola che riguarda l'invitato non vestito adeguatamente è giustamente provocatoria. Non vestirsi adeguatamente per una festa, significa concretamente tirarsi fuori dalla festa e non essere in sintonia con gli altri. L'abito a cui fa riferimento Gesù non è quello di tessuto che copre il corpo, ma l'abito della vita, cioè le nostre azioni, abitudini, le nostre parole e scelte di vita.

Mi hanno colpito quei non-cristiani africani che facevano di tutto pur di partecipare alla messa domenicale nella chiesa delle suore. Sapevano che quella era una festa importante alla quale non erano esclusi anche se non erano cristiani. E si sentivano in dovere di mettersi in sintonia il più possibile con quella festa a iniziare proprio dall'abito. Hanno colpito anche me che spesso celebro e partecipo alla messa in modo meccanico e senza pensare che è un invito continuo a rendere la mia vita in sintonia quotidiana con il Vangelo.

Sono cristiano e partecipo alle varie celebrazioni della comunità, ma quale abito indosso per la mia vita? Vesto con l'abito bello del Vangelo? Quello che faccio, dico, scelgo è come mi insegna Gesù? Guardandomi allo specchio dell'esame di vita, cosa vedo? Cristo vestito a festa o solo me stesso con un abito senza amore, compassione, perdono, misericordia e accoglienza?

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