Omelia (10-04-2005)
don Nazareno Galullo (giovani)
VORREI ACCOGLIERTI (MA NON A CASA MIA)!

Accogliere è una parola facile da dire, ma difficile da mettere in pratica. Tutti pronti a dire: bisogna accogliere uno straniero, bisogna aiutare i poveri, gli extracomunitari...ecc.ecc. Poi, di fatto, in pochi realmente accolgono.
Una delle esperienze più tristi della mia vita è stata quella di vedere come alcuni cristiani di una parrocchia dove vivevo, non accolsero, un giorno, una persona che veniva da lontano e che non poteva più viaggiare a causa di un incidente in treno. Era un cosiddetto "extracomunitario". Non aveva chiesto niente: soltanto di rimanere in chiesa fino all'indomani dell'incidente aereo (la chiesa è vicina alla stazione ferroviaria). Io ricordo benissimo che nessuno si mosse....
Poi, qualcuno, ebbe pietà e pagò un albergo per la notte.

Se l'essere cristiani non ci fa aprire all'accoglienza, noi non siamo cristiani a metà...diciamo che non lo siamo affatto. Aprire le porte a Cristo, senza paura, è anche aprirle ad un viandante.

E così, i discepoli che tornano ad Emmaus fanno la prima esperienza del Risorto...aprendosi all'accoglienza. Se non avessero accolto...non avrebbero "visto il Signore allo spezzare il Pane".
Se non accogli...non vedrai mai il Cristo nell'Eucaristia: rimane ostia, rimane pane...non vai al di là..
Se non accogli...non puoi fare l'esperienza della gioia nel cuore...non puoi vivere la comunione con Gesù.

Quante false comunioni. Quanto falso cristianesimo. Quanto falso pietismo, che si "sciacqua" di quegli spiccioli di carità intesa soltanto come "dare soldi"...e non si sporcano le mani di fatiche per l'accoglienza reale.

Se tutti accogliessimo, senza paura...ci sarebbero più cristiani veri, più "Eucaristie viventi".

I giovani capiscono il messaggio dell'accoglienza se lo vedono fare dai grandi. Spesso anche le parrocchie sono "roccaforti" di fede e preghiera...ma sono "castelli di sabbia" quanto all'accoglienza.

Basta con la freddezza di parole sull'accoglienza: i fatti sono quelli che parlano. Perché, di fronte ad uno straniero, che cammina accanto a te...e fa "come per andare più avanti"...c'è il desiderio di essere accolti...nascosto da quel pudore timido che spesso non fa neanche chiedere. In fondo, chi ha bisogno...non sempre ha il coraggio di chiedere.

E' dal cuore illuminato dalla Parola di Dio...e dalla Croce che deve nascere un senso di accoglienza a priori, cioè al di là del fatto che venga chiesto o meno. Siete d'accordo???
Vi abbraccio tutti...nella speranza che dai cristiani parta un mondo più accogliente...e meno "rimpatriante".
Naza