| Omelia (10-04-2005) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
|
Dalla Parola del giorno Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza. Come vivere questa Parola? Il versetto, riportato da Pietro nel suo discorso, è preso dal salmo 16 (15), in cui l'orante schiude uno spiraglio su quell'orizzonte di luce che ci attende oltre l'esistenza terrena. Pietro lo applica a pieno titolo a Gesù, la cui carne "non vide corruzione". Un esplicito riferimento alla sua risurrezione, approdo di un'esistenza tutta protesa a battere "la via della vita", cioè a realizzare la volontà del Padre. Un sentiero di luce che, oggi, il Risorto indica a ciascuno di noi. Sì, la via della volontà di Dio è "la via della vita". Altro che peso opprimente a cui ci si assoggetta scalptan-do! È seguendo le indicazioni di rotta che il Padre ci dà, che si approda alla gioia piena della sua presenza. E questo non come una meta da deferire al termine del pellegrinaggio terreno. Già sin d'ora, siamo chiamati a vivere nella gioia di questa luminosa Presenza. Sì, perché Dio è sempre "davanti a me", "alla mia destra". Proprio come un av-vocato o un prode guerriero che tiene libera la sua destra per proteggermi. E io vivo alla sua ombra, e di questa ce-tezza nutro i miei giorni, attingendovi quell'ottimismo che mi spinge a "vivere" e non a "lasciarmi vivere", a camminare sentendo che il mio andare ha un senso, il mio impegno una meta e il mio morire un luminoso approdo. Oggi, nel mio rientro al cuore, sosterò in quieta contemplazione del Risorto e confermerò la mia fede nella resur-rzione che coinvolgerà anche me. Indicami, Signore, le vie della vita, perché anch'io approdi alla gioia della tua Presenza. La voce del delegato apostolico in Terra Santa Giovanni Paolo II ci ha insegnato ad essere cristiani mettendo la figura di Cristo ed il suo vangelo come motore interiore del pensare, del sentire e dell'agire. Ci ha insegnato ad utilizzare la vita non come un banale succedersi di giorni ma come un impegno per rendere il mondo migliore e più fraterno. In altre parole ci ha insegnato a vivere e anche a morire Mons. Sambi |