Omelia (10-04-2005)
don Roberto Rossi
Rimani con noi, Signore

Il racconto di Gesù coi discepoli di Emmaus si può definire "un incontro che cambia la vita". Il dialogo che allaccia con loro rappresenta tutta l'umanità nei suoi vari problemi e la parola e la presenza di Cristo che riscalda il cuore, rassicura, salva.

I discepoli avevano il cuore pieno di tristezza, di delusione, di confusione. "sono già passati tre giorni. noi speravamo." Sono delusi perché avevano una loro concezione del Messia. Ma anche oggi ci può essere un rapporto immaturo con il Signore: ci si aspetta da Lui chissà che cosa, lo vorremmo a nostra immagine e somiglianza, lo pensiamo secondo i nostri schemi, sembra non ascoltarci, sembra un Dio lontano, morto. Ecco anche la nostra tristezza e delusione.

Gesù spiega loro le Scritture, si ferma con loro ed essi diventano capaci di riconoscerlo quando spezza il pane, come aveva fatto tante volte per le folle. Capiscono dopo: molte volte tante cose si capiscono dopo. E' come quello che è avvenuto in questi giorni con il Papa: quante cose la gente e i potenti capiscono ora: la sua predicazione della pace, la giustizia, la casa e il pane per tutti, i valori cristiani per tutto il mondo e specialmente per l'Europa.

"Gli si aprirono gli occhi. ed egli subito sparì". Questo deve bastare: avete la Parola di Dio, avete l'Eucarestia. Dio è con noi, sempre, Cristo è il Salvatore presente e operante.

Cristo si è avvicinato e si avvicina sempre all'uomo. Cristo accoglie ogni preghiera ed esaudisce al di là di ogni attesa. Cristo rimane presente nella Parola e nel Pane dell'Eucarestia. La Parola fa capire chi è il Salvatore; il Pane è Cristo stesso che rende operante in ogni epoca e per ogni persona l'opera e la grazia della salvezza.

Il S. Padre ha commentato e attualizzato in maniera mirabile questo vangelo sia nella Lettera "Mane nobiscum Domine", sia nell'ultimo messaggio di Pasqua. Scrive così: «Rimani con noi, Signore, perché si fa sera». Fu questo l'invito accorato che i due discepoli, incamminati verso Emmaus la sera stessa del giorno della risurrezione, rivolsero al Viandante che si era ad essi unito lungo il cammino. Carichi di tristi pensieri, non immaginavano che quello sconosciuto fosse proprio il loro Maestro, ormai risorto. Sperimentavano tuttavia un intimo «ardore», mentre Egli parlava con loro «spiegando» le Scritture. La luce della Parola scioglieva la durezza del loro cuore e «apriva loro gli occhi». Tra le ombre del giorno in declino e l'oscurità che incombeva nell'animo, quel Viandante era un raggio di luce che risvegliava la speranza ed apriva i loro animi al desiderio della luce piena. «Rimani con noi», supplicarono. Ed egli accettò. Di lì a poco, il volto di Gesù sarebbe scomparso, ma il Maestro sarebbe «rimasto» sotto i veli del «pane spezzato», davanti al quale i loro occhi si erano aperti.

"Resta con noi, Signore!". Con queste parole i discepoli di Emmaus invitarono il misterioso Viandante a restare con loro, mentre volgeva al tramonto quel primo giorno dopo il sabato in cui l'incredibile era accaduto. Secondo la promessa, Cristo era risorto; ma essi non lo sapevano ancora. Tuttavia le parole del Viandante lungo la strada avevano progressivamente riscaldato il loro cuore. Per questo lo avevano invitato: "Resta con noi". Seduti poi intorno alla tavola della cena, lo avevano riconosciuto allo "spezzare del pane". E subito Egli era sparito. Dinanzi a loro era rimasto il pane spezzato, e nel loro cuore la dolcezza di quelle sue parole.

"L'icona dei discepoli di Emmaus ben si presta ad orientare un Anno che vedrà la Chiesa particolarmente impegnata a vivere il mistero della Santa Eucaristia. Sulla strada dei nostri interrogativi e delle nostre inquietudini, talvolta delle nostre cocenti delusioni, il divino Viandante continua a farsi nostro compagno per introdurci, con l'interpretazione delle Scritture, alla comprensione dei misteri di Dio. Quando l'incontro diventa pieno, alla luce della Parola subentra quella che scaturisce dal «Pane di vita», con cui Cristo adempie in modo sommo la sua promessa di «stare con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo».

"La Parola e il Pane dell'Eucaristia, mistero e dono della Pasqua, restano nei secoli come memoria perenne della passione, morte e risurrezione di Cristo! Anche noi oggi, Pasqua di Risurrezione, con tutti i cristiani del mondo ripetiamo: Gesù, crocifisso e risorto, rimani con noi! Resta con noi, amico fedele e sicuro sostegno dell'umanità in cammino sulle strade del tempo! Tu, Parola vivente del Padre, infondi fiducia e speranza in quanti cercano il senso vero della loro esistenza. Tu, Pane di vita eterna, nutri l'uomo affamato di verità, di libertà, di giustizia e di pace.

Rimani con noi, Parola vivente del Padre, ed insegnaci parole e gesti di pace: pace per la terra consacrata dal tuo sangue e intrisa del sangue di tante vittime innocenti; pace per i Paesi del Medio Oriente e dell'Africa, dove pure tanto sangue continua ad essere versato; pace per tutta l'umanità, su cui sempre incombe il pericolo di guerre fratricide. Rimani con noi, Pane di vita eterna, spezzato e distribuito ai commensali: dà anche a noi la forza di una solidarietà generosa verso le moltitudini che, ancor oggi, soffrono e muoiono di miseria e di fame, decimate da epidemie letali o prostrate da immani catastrofi naturali. Per la forza della tua Risurrezione siano anch'esse rese partecipi di una vita nuova.

"Anche noi, uomini e donne del terzo millennio, abbiamo bisogno di Te, Signore risorto! Rimani con noi ora e fino alla fine dei tempi. Fa' che il progresso materiale dei popoli non offuschi mai i valori spirituali che sono l'anima della loro civiltà. Sostienici, Ti preghiamo, nel nostro cammino. In Te noi crediamo, in Te speriamo, perché Tu solo hai parole di vita eterna. Mane nobiscum, Domine! Alleluia. La «frazione del pane» - come agli inizi veniva chiamata l'Eucaristia - è da sempre al centro della vita della Chiesa. Per mezzo di essa Cristo rende presente, nello scorrere del tempo, il suo mistero di morte e di risurrezione. In essa Egli in persona è ricevuto quale «pane vivo disceso dal cielo», e con Lui ci è dato il pegno della vita eterna, grazie al quale si pregusta l'eterno convito della Gerusalemme celeste.

L'Eucaristia è il centro vitale intorno a cui desidero che i giovani si raccolgano per alimentare la loro fede ed il loro entusiasmo".