| Omelia (10-04-2005) |
| don Remigio Menegatti |
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Mostraci, Signore, il sentiero della vita (189) Per comprendere la Parola di Dio alcune sottolineature La prima lettura (At 2,14.22-33) riporta parte del discorso di Pietro nel giorno della Pentecoste. L'apostolo riporta in sintesi i fatti importanti della vita di Gesù, e soprattutto la sua morte e risurrezione, come pure le conseguenze di questo: la salvezza arriva a tutti gli uomini. Il vangelo (Lc 24,13-35) presenta l'apparizione del Risorto ai due discepoli di Emmaus che stanno ritornando, tristi e delusi, decisi di chiudere con Gesù e le sue parole che pure avevano suscitato in loro delle speranze di liberazione per il loro popolo. Gesù cammina con loro, li ascolta, spiega la risurrezione citando varie pagine della bibbia, accetta il loro invito per fermarsi e rimanere con loro. Solo quando spezza il pane i loro occhi, chiusi dal dolore, si aprono alla gioia. Tornano per raccontare questa nuova apparizione del Maestro. Salmo 15 Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Ho detto a Dio: «Sei tu il mio Signore, senza di te non ho alcun bene». Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita. Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di notte il mio cuore mi istruisce. Io pongo sempre innanzi a me il Signore, sta alla mia destra, non posso vacillare. Di questo gioisce il mio cuore, esulta la mia anima. Anche il mio corpo riposa al sicuro, perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, né lascerai che il tuo santo veda la corruzione. Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena nella tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra. Siamo davanti alla preghiera, ricca di fiducia, di un levita. La tribù di Levi non aveva ricevuto in eredità nessun terreno, perché era Dio il tesoro prezioso, l'eredità grande che spettava a questa porzione del popolo eletto. Per il suo servizio al tempio, vissuto a nome di tutte le altre tribù, il leviti si sostenevano con le offerte dei fedeli. Il levita quindi è uno che a Dio ha dedicato la sua vita, mettendola nelle sue mani. Dio dona al levita non soltanto il cibo, quanto soprattutto la saggezza e la protezione. Dio infatti indica "il sentiero della vita" a chi lo ha scelto come bene assoluto. La preghiera, anche con le veglie notturne, dona la vera ricchezza che rende sicuro chi si affida al Signore e sperimenta così la sua protezione. Dio infatti non abbandona i suoi fedeli Nella preghiera si esprime la gioia e l'esultanza, che diventa occasione per annunciare anche agli altri la bontà del Signore. Un commento per ragazzi "Quanti lavori abbiamo lasciato indietro per andare a Gerusalemme per seguire Gesù di Nazaret! Quanti consigli ad essere prudenti, a non fidarci delle apparenze!"; "Cosa ci diranno adesso i nostri familiari e amici? Loro ci avevano messo in guardia dal fidarci troppo di quel giovane di Galilea che ci aveva coinvolto al punto da decidere di seguirlo". "Possiamo adesso ricominciare come se niente fosse successo?! E pensare che bastava ancora poco e saremmo stati davvero felici. Invece, eccoci qui, soli e tristi, a percorrere la strada che ci riporta indietro. Non solo verso casa, è la strada che ci allontana per sempre da lui." Forse erano simili a questi i pensieri di Cleopa e del suo amico, quel pomeriggio del primo giorno della settimana. Come quando la partita sta finendo e il risultato è sfavorevole. Loro non lo sanno di essere davanti alla grande scoperta: lo sconosciuto che li affianca e li ascolta, da prima meravigliato per quello che dicono, è proprio colui che cercavano. Chi credevano omai definitivamente uscito di scena è al loro fianco e lo sarà per sempre. Sì, lui, il messia "potente in opere e parole" con cui si erano coinvolti, giunto al loro villaggio, ha compito il segno più grande che potessero immaginare, un segno semplice con cui si inizia un pasto: spezzare del pane e condividerlo. Parlano di un perdente, di uno che li aveva illusi, e dicono tutto questo proprio a lui che invece è il vincitore, colui che risponde alle attese di chi lo cerca e si fida di lui. Ci penseranno poi, tornando di cosa a Gerusalemme: erano vicini alla meta e pensavano di aver giocato la loro vita per niente...e alla fine hanno vinto. Un po' come una squadra che sta sotto di punti tutta la partita e solo negli ultimi istanti riesce a ribaltare il risultato. A volte anche nelle gare dove il punteggio è alto, pensiamo al basket, la vittoria dipende da un unico punto di differenza. Solo che qui è un punto di quelli "pesanti", perché la sfida è tra la vita e la morte, tra la disperazione e la fiducia, tra l'indifferenza e la fede. Sembrava esser ormai chiusa la loro vicenda con Gesù, ed è il momento in cui parte davvero. Erano solo discepoli, e neppure di primo ordine, diventano testimoni, e importanti. La loro avventura in quel pomeriggio sarà punto di riferimento per tanti, diventerà conferma che le parole di Gesù sono vere, ci si può fidare. Hanno percorso il sentiero su cui camminava Gesù. Quando arriviamo in chiesa per la "frazione del pane" della pasqua settimanale, i nostri pensieri vanno ancora in tante direzioni. Forse qualche volta sentiamo il cuore freddo come i due di Emmaus. Forse ci sono ben altri pensieri e preoccupazioni a riempire la nostra testa. Eppure qualche parola riscalda anche il nostro cuore, e avvertiamo Gesù vicino a noi, mentre ci ascolta e ci parla, se pure i nostri occhi non lo vedono. E poi lo incontriamo nel Pane della vita, un piccolo pane che contiene un dono grande: Gesù vivo in mezzo a noi, la sua forza per uscire dalla chiesa trasformati in testimoni, annunciatori che lui è vivo. Un suggerimento per la preghiera Signore, apri i nostri occhi perché ti riconosciamo presente e vivo in mezzo a noi, quando tu cammini al nostro fianco. Apri le nostre orecchie perché ascoltiamo con gioia la parola che ci viene annunciata e riscalda il cuore di chi è disponibile a cerare te. Apri il nostro cuore, riscaldalo, così che ci lasciamo coinvolgere nella tua storia come discepoli che diventano testimoni, annunciatori della tua risurrezione. Rendici disponibili a condividere le nostre scoperte con gli altri così da arricchirci a vicenda, perché sei tu il tesoro prezioso per cui vale la pena spendere tutta la vita. Sei tu la nostra parte di eredità, quella che ci coinvolge ogni giorno e ci riempie di gioia. |