Omelia (03-04-2005)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento Giovanni 20,19-31

Dalla Parola del giorno
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: "Abbiamo visto il Signore!".

Come vivere questa Parola?
Incontrato per la prima volta Gesù, i discepoli di Giovanni ne danno subito notizia dicendo: "Abbiamo trovato il Messia!". Più tardi invece, dopo l'incontro con il Signore Risorto, diranno a Tommaso che nel frattempo di era allontanato dal gruppo: "Abbiamo visto il Signore!". Le due espressioni rendono efficacemente il senso del progressivo maturare dell'esperienza di fede.
'Abbiamo trovato': è la gioia della scoperta, l'intensità del primo incontro, l'attesa e l'aspettativa colmata da Colui che finalmente giunge: il Messia. Un inizio in cui la conoscenza dell'altro è l'irrompere della speranza, al di là di ogni aspettativa.
'Abbiamo visto': nel dinamismo dell'amore, ora l'esperienza di Colui che è già venuto si fa più intensa, si percepisce in profondità. Non è più attesa, ricerca, aspettativa, ma rivelazione piena, comunione profonda e definitiva, in cui si accoglie, come afferma l'apostolo Pietro, "un'eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce".
La vita spirituale, pregna di "speranza viva", è tutta giocata nel dinamismo di questo continuo 'trovare' e 'vedere', in cui la fede matura e si evolve, tra "prove" e "gioia indicibile e gloriosa", dischiudendosi via via in puro amore e conoscenza perfetta.

Poiché a questo siamo chiamati, oggi più che mai nella mia pausa contemplativa, chiedo al Signore di farmi penetrare nel senso di questa mia vocazione all'amore, intimità profonda con il Cristo morto e risorto.

Donami, Signore, la gioia di trovarti e la speranza viva di vederti fin da subito, nel tempo, attraverso lo sguardo vivido di una fede purificata, per grazia, dall'amore.

La voce di un profeta dei nostri giorni
Auspichiamo che nella fede, nella speranza e nella carità diventiamo capaci di annunciare al mondo, come gli angeli, che Cristo è risorto e non muore più, che è risorto per donare la vita nuova ed eterna a tutti gli uomini e le donne della terra.
Card. Carlo Maria Martini