| Omelia (03-04-2005) |
| padre Paul Devreux |
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Gesù l'ha fatto apposta, come quando aspetta per presentarsi dall'amico Lazzaro, così decide di far aspettare Tommaso. Tommaso è un grande Apostolo, ed è l'unico che reagisce positivamente alla proposta di Gesù di tornare in Giudea per via di Lazzaro. E' lui che disse: "Andiamo a morire con lui!": Soffre molto quando, tornando al Cenacolo, si sente dire dagli altri che Gesù è veramente risorto e che è apparso proprio mentre era assente. Soffre perché sa che Gesù poteva scegliere un altro momento, ma forse anche per un problema di rivalità con gli altri. Gesù si è fatto vedere a quelli che neanche volevano accompagnarlo a Gerusalemme, mentre a lui niente. Gli da fastidio sia il fatto che Gesù non l'ha aspettato o che ha aspettato che non ci fosse, sia il fatto che sono questi discepoli a raccontarglielo. Perché loro sì e io no? Tommaso ha passato una settimana durissima, eppure dopo otto giorni è ancora lì. Non è andato via scandalizzato, non ha fondato una nuova chiesa, non si è dichiarato ateo. Ha sofferto e basta, e questo fa di lui un uomo di Chiesa, cioè un uomo che accoglie la testimonianza degli altri e sa aspettare con fede e speranza, sostenendosi facendo memoria delle passate esperienze dell'amore di Dio. Questa scelta verrà abbondantemente premiata da Gesù che gli si manifesterà personalmente dimostrandogli che era presente e lo ascoltava nei suoi momenti di ribellione e che quindi ha condiviso con lui la sua sofferenza. Davanti a tanta sapienza e amore Tommaso sarà il primo a riconoscere in Gesù risorto il suo Signore e il suo Dio. C'è qualcuno oggi che mi può testimoniare che Gesù è risorto e gli è apparso senza suscitare in me le reazioni di Tommaso? Posso io testimoniare agli altri che Gesù è risorto e mi è apparso? Con molta umiltà e senza pretendere che l'altro sia entusiasta nel sentirmi parlare, sì. |