Omelia (27-03-2005)
Monastero Janua Coeli
Beatitudine nuova

In questo giorno di meraviglia nuova
ritroviamoci insieme nel giardino
e nella tomba vuota deponiamo le bende del passato
e il sudario del non compreso.
Il Signore è risorto! e noi con lui.
Nella luce della Vita nuova, un abbraccio pasquale.

Beatitudine nuova

MEDITAZIONE
Passato il riposo dell'antica alleanza, sorge l'alba della nuova creazione. Una settimana nuova che scaturisce da un sepolcro. Gesù è stato sepolto. Le donne vanno... mentre gli apostoli, chiusi nel cenacolo, si chiedono il senso di ciò che è successo. Significativo questo approccio agli eventi. Nessuno di loro ha compreso, ma la prossimità permette di ricevere prima l'annuncio pasquale rispetto al restare fermi in attesa di capire. Timore e spavento: lo provano le donne al sepolcro di fronte all'angelo pasquale (= annuncio pasquale) e lo provano i discepoli nel cenacolo, fermi alla memoria di quanto accaduto. Alle donne è dato di vedere per prime Gesù. Nel giardino dove la Vita fluisce sono le donne a ricevere le parole dell'angelo come parole di vita, nel giardino di Eden il serpente aveva offerto alla donna parole di morte. Incontrano il volto del Signore in una luce nuova, lo adorano prostrandosi ai suoi piedi, e corrono a dare l'annuncio ai discepoli ancora chiusi nello sbigottimento. È Gesù ad andare loro incontro... una nuova relazione nasce dalla Pasqua di Cristo: i discepoli diventano fratelli. E come fratelli sono chiamati a tornare in Galilea per incontrare Gesù risorto, nel luogo della loro chiamata. Le donne, angeli per gli apostoli, vedono Gesù risorto a Gerusalemme nel luogo dell'amore sparso per tutti. Nel cuore della città santa la vita rigeneratrice è nuovamente affidata alla donna perché doni il frutto dell'amore all'uomo. Vincoli di creazione nuova che aprono a incontri ravvicinati col Mistero: i sentimenti che si provano sono di timore e gioia grande perché quando Dio si accosta, il minimo che si possa fare è ritrarsi per chinarsi ai suoi piedi. Ritrarsi perché il Mistero è troppo grande per essere contenuto in membra umane, ritrarsi per poi andare come angeli di risurrezione ovunque ci sia bisogno di aprire i chiavistelli della paura e di rovesciare le pietre che estinguono la vita. Maria di Magdala: quando è ancora buio, andando al sepolcro, vede che la pietra è stata ribaltata. Senza avvicinarsi a rendersi conto di cosa sia avvenuto, va a chiamare Pietro e Giovanni, allarmata che il Signore sia stato portato via. I due apostoli corrono a vedere. Le bende a terra, il sudario piegato a parte. Non può esserci stato un furto. Cosa pensare? Chi ha fatto esperienza del sentirsi amato da Cristo vede e crede, pur non comprendendo. Quando i due vanno via, Maria in lacrime incontra il Maestro risorto. Le sembianze da giardiniere non consentono a lei di riconoscerlo, ma quando si sente chiamare per nome, allora le cadono dagli occhi le bende dell'apparenza: Rabbonì. Maestro mio! e Gesù la manda come foriera di lieta notizia agli apostoli. L'alba non vedrà più tramonto!

PREGHIERA
Questo è il giorno che ha fatto il Signore, alleluia
(salmo 117)

CONTEMPLAZIONE
Quando assisterò anch'io al gran terremoto che squarcerà la mia non vita, e vedrò l'angelo del Signore scendere dal cielo, accostarsi alla pietra, rotolarla e sedersi su di essa? Quando la parola di qualcuno ci scuote e sfolgora su di noi, lasciandoci la sensazione del timore, non sarà forse l'angelo inviato a dirci: Esci dalla tomba del tuo sentire e ti verrà incontro il Signore risorto. Non trovi vita in te se non permetti che si scuotano le pietre crollate sui momenti difficili e incompresi. Sotto le macerie del tuo peccato sono nascosti i doni di grazia del Redentore. Solleva tutte le croci che hai sotterrato, dietro ognuna c'è il passaggio alla Luce nuova.