| Omelia (20-03-2005) |
| don Girolamo Capita (giovani) |
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Amico si' o no? Siamo giunti alla domenica della passione di Gesù Cristo, tradizionalmente nota come domenica delle palme per ricordare l'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme. Essa segna anche l'inizio della settimana santa. Io sono dell'avviso che non ci sia durante l'anno un momento più favorevole e fecondo di questo, per accogliere e imparare il vero amore, quello che dona il senso pieno alla nostra esistenza. Predisponiamoci ad accogliere, senza pregiudizi, senza razionalismi esasperati, ma con la semplicità e la disponibilità dei fanciulli, il racconto di un fatto vero, realmente accaduto circa duemila anni fa e che in questa settimana la Chiesa, nostra madre, che ci ama veramente, ci ripresenta e ci invita a meditare, contemplare. Carissimi siamo chiamati, invitati ad entrare nel cuore del cristianesimo, per riscoprire le nostre origini e per ri-nascere nell'unico, aero, grande Amore. La passione, morte e risurrezione di Cristo è il Ti amo della Trinità per noi!.... Chi accetta la chiamata e nella sua liberta decide di partecipare a questo Banchetto, sarà ricolmato dalla bellezza e dalla grandezza di questo dono trinitario, sarà reso capace di camminare e crescere nella verità di questo amore fino al punto di corrispondere allo stesso modo con un Ti amo a Dio e al suo prossimo chiunque esso sia secondo il tipo di relazione vissuta. L'amore di Cristo per noi è concreto sia per la sua sofferenza e la sua morte in croce, sia per la sua Resurrezione; per la sua Pasqua ogni battezzato è concretamente figlio di Dio e coerede della sua gloria; è gratuito perché disinteressato della ricompensa e fortemente interessato al nostro bene. L'amore di Cristo per noi è totale, ci ha amati con tutto se stesso, con il suo cuore, con la sua mente, con il suo corpo; è fedele, non molla di fronte alle tentazioni (cfr. commento prima domenica di quaresima), specie quelle ultime che subisce e vince sia nell'agonia del Getsemani sia quando è morente sulla croce. Se si fosse ribellato al Padre, se fosse sceso dalla croce, non avrebbe amato né il Padre, né gli uomini, e tra Dio e noi ci sarebbe ancora l'abisso, invece per la sua fedeltà, il Verbo veramente sulla croce e nella morte si incarna, diventa vero uomo e noi, uomini, nella risurrezione del Verbo incarnato, veramente diveniamo partecipi della sua divinità; per la sua fedeltà tra Dio e noi c'è ora veramente la comunione. La fedeltà di Cristo ci arricchisce nello scambio tra la nostra povertà umana e la sua divinità. L'amore di Cristo per noi è indefettibile perché nonostante i tradimenti, le ingiurie, i continui rifiuti subiti non viene meno; è mite perché non cede alla logica della violenza; è perdonante perché dona la sua vita persino per i nemici; anche Giuda per lui continua ad essergli amico (gli dice amico, per questo sei qui), ma questi si impicca forse perché nel suo cuore c'è solo la disperazione per aver tradito il sangue innocente di un uomo che ancora non è riuscito a riconoscere come il Messia. L'amore di Cristo per noi è fecondo, non solo perché già dalla sua morte in croce nasce il primo pagano che diventa cristiano, il centurione romano, ma soprattutto perché dalla sua morte e risurrezione nasce la Chiesa e comincia la meravigliosa opera dell'evangelizzazione; è vivificante perché lui è con noi sempre nella Parola di Dio e nei sacramenti, istituisce l'eucaristia per corroborare il nostro vivere da figli di Dio, da cristiani. L'amore di Cristo per noi è continuo, non intermittente, non a tempo, ma per sempre; è liberante, sia perché ci libera dal peccato in quanto prendendolo su di se lo inchioda alla croce e ci dona il suo perdono (Dio non vuole la morte del peccatore ma che si converta e viva), sia perché ci libera dalla morte donandoci la sua risurrezione. Ti è mai capitato di fermarti davanti al crocifisso e di ripercorrere con la mente, con il ricordo la passione di Gesù? Quando frequentavo le scuole superiori, mi capitava spesso. Pian, piano capii che si trattava della preghiera di meditazione. Alcune frasi dei vangeli della passione mi ritornavano nella mente e mi infiammavano il cuore, ripercorrevo quasi con un film quelle scene. Alla fine della preghiera mi risuonava dentro solo una frase: "Così ti ho amato e così ti amo". Forse sarà per questo che la Chiesa ripropone la lettura della passione, ogni domenica delle palme! Oggi si parla tanto di amore, ma sembra che ognuno abbia dell'amore un significato proprio e personale. Per alcuni l'amore nasce e poi muore, per altri non esiste. Per te cos'è l'amore? Per te giovane cristiano l'amore di Cristo è possibile oggi, o piuttosto hanno ragione quelli che dicono che solo Gesù era capace di amare così? Quando ami qualcuno conservi qualcosa per te o lo ami con tutto te stesso? Quando dici Ti amo a qualcuno, cosa gli vuoi dire, ti amo qui, ora, adesso, e non so se ti amerò domani? Carissimi giovani attingiamo alla sorgente dell'amore, abbeveriamoci a questa fonte, permettiamo a quest'acqua viva di sgorgare in noi come sorgente zampillante per la vita eterna. Buona settimana santa |