Omelia (20-03-2005)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento su Is 50,4

Dalla Parola del giorno
Il Signore mi ha dato una lingua da iniziati, perché io sappia indirizzare allo sfiduciato una parola. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come gli iniziati.

Come vivere questa Parola?
In questo passo di Isaia, il "servo di JHWH" è presentato come un discepolo di cui si evidenziano due tratti fondamentali: il suo ascolto attento e assiduo: "ogni mattina fa attento il mio orecchio", e la missione ad esso collegata: "perché sappia indirizzare allo sfiduciato una parola". In questo ascolto, che abilita al compimento di una missione, è tutta l'esistenza di Gesù e di quanti intendono ricalcarne le orme. Non si tratta di un ascolto occasionale e tanto meno finalizzato a rendere eruditi sulle cose di Dio, ma di un cammino iniziatico teso a coinvolgere in una relazione vitale. "Mio cibo è fare la volontà del Padre", dirà Gesù. Mettersi in ascolto di Dio è allora far spazio al suo progetto d'amore, è rendersi disponibile perché quanti si trovano a dibattersi in un'esistenza svuotata di senso e di ideali o in situazioni limite siano raggiunti da una parola che infonda coraggio, fiducia, che apra spiragli di luce. Una parola maturata non sui libri dei dotti, bensì nei solchi di un quotidiano che può essere anche crocifiggente, ma è sempre permeato di pace: la pace del Signore. Il cristiano non è uno munito di una polizza assicurativa che lo mette al sicuro da ogni incidente di percorso, bensì uno che condivide con gli altri le ansie, i dolori, le lotte. Che conosce la fatica e il buio. Che può sperimentare anche momenti in cui la sua fede è messa fortemente alla prova. È questo il cammino iniziatico che lo abilita a "indirizzare allo sfiduciato una parola", purché, sull'esempio del suo Maestro, non opponga resistenza, ma si abbandoni con fede a Dio-Amore.

Oggi, nella mia pausa contemplativa, sosterò a contemplare Gesù-Servo di JHWH. Lascerò che la sua mitezza mi interpelli e metta in crisi certi miei atteggiamenti di insofferenza e di intolleranza.

Apri, Signore, il mio orecchio perché ascolti docilmente la tua Parola e da essa mi lasci guidare.

La voce di un certosino
Per cancellare le nostre colpe, per curare le nostre piaghe, per sanare le nostre infermità, Gesù si abbassò tanto da assumere la forma di servo. In questo è ammirabile la sua benignità.
Lanspergio