| Omelia (20-03-2005) |
| don Nazareno Galullo (giovani) |
|
Tradire o essere traditi? No grazie! Siete mai stati traditi da un amico? Vi ricordate, quando avete confidato un segreto ad una persona amica, dicendole pure di non dirlo a nessuno e nonostante l'assicurazione che sarebbe stata muta come un pesce...poi vi siete ritrovati...per così dire...con i manifesti affissi nella piazza del paese riguardanti il vostro segreto? Se non vi è mai capitato: beati voi!. Ma se vi è capitato, allora capirete che cosa voglia dire essere traditi...e non solo un capire con la testa, ma con quei sentimenti negativi che vi hanno fatto odiare l'amico spifferatore. Beh, non so se si può applicare questo a Gesù: certamente Giuda è uno che ha tradito un amico. Anzi, se vedete bene nel vangelo, Gesù continua a chiamarlo "amico". Questo nonostante quello che Giuda stava per fare. Nel vangelo, però, se lo leggete più attentamente, in modo particolare il versetto 56 del capitolo 26: tutti lo abbandonarono. In un certo senso è come se l'evangelista avesse scritto: tutti lo tradirono. Attenzione quindi a non accusare soltanto Giuda: anche abbandonare un amico nel momento del bisogno è un tradimento. Sì, è un tradimento: perché l'amico è per te amico soprattutto quando soffre, quando è nel bisogno. E Gesù è nel bisogno. Talmente è nel bisogno e nella tristezza, che chiede a 3 dei suoi discepoli (Pietro e i figli di Zebedeo) di stare accanto a lui, vegliando con lui. Ma che succede? Che fanno l'opposto: anziché vegliare...dormono. Ecco come tradire un amico: facendo proprio l'opposto. Se un amico ti chiede di pregare, e tu te ne vai a ballare house music in discoteca...che razza di amico sei? Gesù ha detto altrove: non c'è amore più grande di perdere la vita per i propri amici. E sarà lui il vero amico, quello che perderà la vita per gli amici. Quando chiedo a dei bambini: chi è Gesù per te?, spesso mi rispondono che per loro è un amico che li aiuta nei loro problemi. Bella risposta, direte voi!!! E invece no! Non è affatto bella: perché Gesù è più che un amico, Gesù è il vero amico, Gesù è quello che ha perso la vita per i propri amici. Sono io un suo amico...e Lui ha perso la vita anche per me! Che ci crediate o no, la risposta data dai bambini è sentimentalistica, e poco reale! Gesù è il mio Signore, Gesù è il Dio della mia vita. Sminuire Gesù ad un amico è trattarlo come tratto i miei amici. E se Gesù aveva tali amici...io vorrei essere un po' diverso da quegli amici, che lo hanno abbandonato. In fondo, voler essere di più per Gesù significa impegnarsi a vivere una religiosità diversa da quella che "dice ma non fa"; significa dare altissimo valore al perdono...e tanti amici non si sanno perdonare. Significa rispettare fino in fondo le scelte libere dei propri amici: e in tanti...non accettiamo che i nostri amici non la pensino come noi! Ecco allora che questa parola ci invita a vivere una amicizia in modo più pieno, diversa dai canoni attuali, basati spesso (ma non sempre) sulle false attenzioni e su ricatti più o meno affettivi. L'amicizia non si tradisce mai. Gesù è il vero amico, che non tradisce mai, che non abbandona mai, che non va mai via da noi, anche quando noi pecchiamo, sbagliamo e ci sembra che Lui si sia allontanato da noi!!! Ci credete??? Vi abbraccio: buona festa delle Palme, buona settimana Santa e non vi dimenticate di andare a confessare i vostri peccati...Gesù vi aspetta! Naza (ci scriviamo per gli auguri via email??? Okay, aspetto le vostre email...ciao. [email protected] (www.vangelogiovane.it) |