Commento su Mt 26,,26-35
Collocazione del brano
Siamo nei capitoli dedicati alla passione e morte di Gesù. Gesù sta celebrando la Pasqua con i suoi discepoli. Nel brano precedente aveva detto che uno dei suoi lo avrebbe tradito e in un piccolo dialogo cerca di dissuadere Giuda dal compiere quel gesto. Ora istituisce l'Eucaristia. A partire dal banchetto rituale della Pasqua ebraica, introduce la sua Pasqua con il suo corpo e il suo sangue, vero Agnello che salva il popolo di Dio dal peccato e dalla morte. Dopo la cena Gesù e i suoi discepoli si recano sul monte degli Ulivi, dove Gesù verrà arrestato.
Lectio
26Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo».
La benedizione di questo versetto non è una consacrazione, ma una benedizione/ringraziamento per il frutto della terra. Faceva parte del rituale della Pasqua ebraica. Gesù vi introduce un elemento nuovo: prendete e mangiatene, la condivisione. Condividere il suo corpo significa condividere la sua sorte.
27Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti,
Nel rituale della Pasqua il calice non veniva benedetto subito dopo il pane. Matteo ha già in mente la celebrazione della messa all'interno delle prime comunità cristiane, con la simmetria tra pane e vino.
28perché questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati.
Il sangue dell'alleanza si riferisce a Es 24,8, dove Mosè suggella l'alleanza di Dio con Israele aspergendo il popolo con il sangue di un animale. Versato per molti allude a Is 53,12 che descrive gli effetti delle sofferenze del Servo di JHWH. Il perdono dei peccati è un elemento introdotto da Matteo. E' tratto dal quarto canto del Servo di JHWH (Is 52,13 - 53,12) segna il culmine della particolare enfasi che Matteo da al potere di Gesù di rimettere i peccati. Si spiega così il significato del nome di Gesù di cui Matteo ci aveva parlato in 1,21 (tu lo chiamerai Gesù, egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati). Tale liberazione avverrà attraverso la passione del giusto, il dono della vita stessa da parte del Messia. I molti per cui questo sangue è versato sono prima di tutto il popolo di Israele, ma poi anche tutti gli altri popoli.
29Io vi dico che d'ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio».
Questa predizione ci suggerisce che l'Ultima Cena sia un'anticipazione del banchetto nel regno di Dio che si tradurrà nella completa unione con Dio. Due piccole aggiunte fatte da Matteo danno una nuova dimensione a questo versetto: d'ora in poi, pone l'attenzione sulla prossima passione di Gesù (non mangerà più come uomo) con voi mette a fuoco il rapporto comunitario che Gesù ha con i suoi discepoli.
30Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
La cena di Pasqua tradizionalmente si concludeva con il canto dei Salmi 113-118, il grande Hallel, che proclama il potere redentivo di Dio e la sua fedeltà nel portare Israele alla liberazione. Nessun testo era più appropriato in quel momento. Il monte degli Ulivi era una collina molto alta a est di Gerusalemme. Nelle feste di pellegrinaggio (come appunto era la Pasqua) serviva da accampamento per le grandi folle che non trovavano dove alloggiare. Gesù alloggiava a Betania (cf. Mt 21,17), ma dopo l'Ultima Cena si è recato sul monte degli Ulivi.
31Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: "Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge".
Matteo puntualizza che quella notte sarebbe stata motivo di scandalo. Questo ci rivela che è pienamente cosciente di ciò che sta per accadere. Gesù diventerà per i discepoli una pietra di inciampo (scandalo), cosa che è già stata affermata in Mt 11,6 e altri passi. Il pastore percosso si trova in Zc 13,7 e ribadisce il tema caro a Matteo dell'adempimento delle Scritture.
32Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea».
Gesù promette di ritornare là dove ha radunato i suoi primi discepoli e ha esercitato il suo ministero pubblico. Questa affermazione anticipa l'incontro di Gesù con i suoi discepoli in Mt 28,16-20.
33Pietro gli disse: «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai».
La negazione di Pietro della possibilità di essere scandalizzato da Gesù prepara il lettore al suo triplice rinnegamento nei confronti di Gesù in Mt 26,69-75. La risposta decisa di Pietro ricorda le sue proteste davanti alla prima predizione della passione di Gesù in Mt 16,21-23.
34Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte».
Il gallo canta al mattino molto presto (da mezzanotte alle 3.00). La predizione di Gesù corrisponde all'ora del triplice rinnegamento di Pietro.
35Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli.
Pietro ribadisce la sua fedeltà illimitata. Egli comprenderà più tardi le parole del suo maestro. Anche gli altri discepoli non saranno da meno.
Meditatio
- Quali sentimenti suscita in me l'offerta che Gesù fa del suo corpo e del suo sangue?
- Mi sono sentito perdonato e purificato grazie al sangue di Gesù?
- Mi sono mai sentito scandalizzato dalla persona di Gesù e dalla sua passione e morte?