Commento su Gv 20, 26-28
"Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!».
Gv 20, 26-28
Come vivere questa Parola?
Il Signore è risorto. Oggi è accanto a me a e te e ci offre la sua misericordia. Alleluia.
La Pasqua, giorno di luce senza tramonto da senso alla nostra vita. In quel giorno, il Signore si è fatto presente e la sua presenza è per sempre.
Gesù Vivo appare in mezzo ai suoi discepoli e loro fanno esperienza di un nuovo incontro, vero, bello, grande, che riempie il cuore di gioia e di pace.
Solo Tomasso non era presente, solo lui ascolta il racconto di fede dei suoi amici ma vuol fare la propria esperienza di Gesù.
Si, anche noi, come Tomasso, abbiamo sentito dire di Gesù, abbiamo ascoltato testimoni che nel nome suo ci hanno trasmesso la verità della fede, ma anche noi come Tomasso vogliamo fare esperienza di quel incontro che trasforma e ci apre al mistero prezioso del riconoscere Gesù nostro Dio e Signore.
Gesù, Signore mio, Dio mio, resto con te, solo Tu e la tua misericordia mi bastano.
La voce DI UN FILOSOFO CONVERTITO
«Quando si incontra Dio, la prima scoperta è l'insignificanza di tutte le cose che anche oggi i cristiani, esclusi ovviamente i santi, prendono così ridicolmente sul serio"
André Frossard
suor Victoria Rivera Diaz - [email protected]