Commento su Fil 2, 6-8
Cristo Gesù, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.
Fil 2, 6-8
Come vivere questa Parola?
Paolo scolpisce, con parole forti, il mistero del Figlio di Dio fatto uomo e crocifisso per la redenzione del mondo. Lo stesso grande mistero viene pure narrato dal lungo racconto di Matteo, con il quale la liturgia odierna apre il grande sipario della esaltazione e della passione del Signore. Fino a Pasqua, la via della croce, prevista, sofferta, assunta da Gesù sarà l'anima dei giorni della settimana santa, che nel rito ambrosiano viene detta "Autentica", perché ci "dice tutto" di Gesù: ci svela perché si è "fatto uomo", perché è venuto ad "abitare in mezzo a noi", "dove" e "come" ci vuole condurre e, non ultimo, ci mostra il "Padre".
Tuttavia non ci è dato di capire la Passione del Maestro se non attraverso la grazia del Signore, a cui chiediamo di introdurci nel grande mistero. E Maria, la Madre, ci è accanto per aiutarci ad entrare, con la preghiera, nel fuoco divorante di un Dio che si è fatto debole per noi fino alla morte.
La voce del cardinale Martini
Signore Gesù, che per nostro amore vai alla Passione, fa' che ciascuno di noi si lasci attrarre da te per seguirti là dove vuoi condurci.
Sr Graziella Curti - [email protected]