Commento su Gv 11,25
«Io sono la risurrezione e la vita»
Gv 11,25
Come vivere questa Parola?
La risurrezione di Lazzaro, narrata nel vangelo odierno, ci presenta Gesù come colui che vince la morte: è uno dei segni più importanti che rivela la potenza e l'amore di Gesù per i suoi amici e, più in generale, per ogni persona umana. Gesù non è impassibile e indifferente di fronte al dolore delle sorelle del defunto: si commuove, si turba e piange (cf Gv. 11,33.35). Anche se Lazzaro è sepolto da quattro giorni, Gesù fa levare la pietra dal sepolcro e ordina a defunto di venire fuori, chiamandolo per nome.
La parola di Gesù è più forte della morte: Egli si definisce la "risurrezione e la vita" (Gv 11,25) e al suo comando torna a rifiorire l'uomo che era tramontato a questo mondo.
Possiamo pensare anche alla gioia delle due sorelle che possono riabbracciare il loro fratello ritornato in vita: l'esultanza diventerà così familiare ed anche tutta la comunità potrà rallegrarsi per il meraviglioso evento verificatosi.
O Signore, la tua potenza e il tuo amore ci facciano passare dalla morte del peccato alla vita nuova del tuo regno.
La voce della liturgia
Dal prefazio di questa domenica:
Vero uomo come noi, egli pianse l'amico Lazzaro;
Dio e Signore della vita, lo richiamò dal sepolcro;
oggi estende a tutta l'umanità la sua misericordia,
e con i suoi sacramenti
ci fa passare dalla morte alla vita.
D. Mario Maritano SDB - [email protected]