Commento su Sal 22
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Ps 22
Come vivere questa Parola?
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla... questo salmo è uno dei più belli del salterio. Uno dei più citati nella stessa Bibbia, nella tradizione della Chiesa, ma soprattutto il salmo che affiora da solo sulle labbra di chi, perdendo tutto, si rende conto che alla fine ci si può fidare solo di Dio, solo lui rimane nel buio della nostra esistenza. Molte le storie che si potrebbero raccontare: ricordo quella di un uruguaiano, vittima del suo governo, uno dei tanti desaparecidos della dittatura degli anni settanta/ottanta: figlio di protestanti, non credente, rivoluzionario, in prigione, dopo mesi di torture, ormai in attesa della morte, sente le parole del salmo 22 che si organizzano nella sua mente, arrivano alle labbra, consolano il cuore e permettono alla speranza di riattivarsi. Memoria di un catechismo infantile, che nel vuoto mortale di quel momento è toccata da Dio e si trasforma in una personale rivelazione. Parole che tornano alla mente perché Dio è l'unico che rimane e che "Mi guida per il giusto cammino a motivo del suo nome." E allora "Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me." Una preghiera non pensata, agita da Dio stesso, ma accolta dall'uomo che con quella forza di Dio guarda alla vita, alla morte in modo diverso. Il salmo 22 è la sintesi della Parola di Dio della liturgia di questa 4° domenica di Quaresima: la luce di Dio guida nell'oscurità e permette il cambiamento, la conversione. Una luce che non fa ombre, anzi le dissipa, le supera.
Signore, aiutaci a riconoscere la luce che è in noi e che sei tu.
La voce della liturgia
Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!
Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita.
Gv 8,12
Sr Silvia Biglietti FMA - [email protected]