Risorti con Cristo
Risorti con Cristo
Paolo non pone un dubbio ai cristiani di Colossi che di dubbi e incertezze ne avevano in abbondanza, piuttosto una certezza: siamo Risorti con Cristo!
Quando parliamo di resurrezione ci sembra di parlare di un "futuribile", un fatto che appartiene al futuro e non a noi, qualcosa che si verificherà poi, con tutte le insicurezze che da sempre accompagna qualsiasi idea di futuro. Ancora risuona l'espressione di Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell'ultimo giorno» (Gv 11,24); quell'ultimo giorno è così ultimo e così lontano, così incerto che non dice nulla al tempo presente.
Paolo interviene per rendere il tempo presente prezioso della risurrezione che non è quella di Cristo ma la nostra resurrezione perché con Lui siamo risorti. Segno di questa resurrezione che già ci appartiene è il Battesimo:
Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova (Rm 6,4).
I cristiani della seconda generazione prendono coscienza che la vita non va proiettata al di là della notte dei tempi ma va vissuta nel tempo presente e che già da subito possediamo il dono che Gesù ci ha fatto nella croce e nella resurrezione.
Cercate le cose di lassù
Avere la convinzione di essere risorti significa modellare la propria vita non in vista di un evento futuro ma come conseguenza di un fatto assodato. Cercate le cose di lassù non ha per nulla il significato di stare col naso per aria - nel racconto della Ascensione gli angeli apostrofano gli apostoli dicendo: Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? (At 1,11) - le cose di lassù sono quelle che stanno a cuore al Signore mentre «La mondanità è come un 'buco nerò che ingoia il bene, che spegne l'amore, perché fagocita tutto nel proprio io. Allora si vedono solo le apparenze e non ci si accorge degli altri, perché si diventa indifferenti a tutto» (Papa Francesco 25.09.16).
Cercate e rivolgete il pensiero... in altre parole ci è chiesto che ogni nostra azione, ogni desiderio, ogni occupazione sia orientata a Cristo, perché anch'io sono stato conquistato da Cristo Gesù (Fil 3,12) dice san Paolo. Il cristiano è attratto irresistibilmente da Cristo, spinto dall'azione dello Spirito Santo, inondato della stessa potenza che ha risuscitato Gesù dai morti. Il pensiero del cristiano deve dunque imparare a muoversi su parametri diversi da quello che sono i comuni pensieri di questo mondo, deve cogliere i valori "alti" lasciando precipitare le "bassezze" originate dal peccato.
La vostra vita è nascosta con Cristo
La morte ha sempre una grande tragica evidenza, l'impatto con l'uomo lascia uno strascico di dolore lento ad essere superato. La vita sembra piuttosto scorrere nell'anonimato della quotidianità, ciò che davvero conta è invisibile agli occhi degli altri che guardano ciò che appare... le nostre aspirazioni, i desideri i traguardi non sono visibili al modo, tanto più il senso profondo della Fede, la conversione del cuore, la comunione. La croce di Cristo fu uno spettacolo per gli abitanti di Gerusalemme, nessuno ha percepito con quanto amore e quanta misericordia Gesù ha affrontato la morte. Così Cristo ha vinto il male, il peccato e la morte, ma questa vittoria non è così evidente nella storia umana e in quella personale, nella scena di questo mondo altri sembrano essere i vincitori, c'è una sorta di rassegnazione al male, una accettazione passiva delle cose della terra.
Paolo afferma: Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me (Gal 2,19-20).
La vita di Cristo che ha preso possesso del cristiano, la vita con Lui è una esistenza difesa, protetta, garantita dal Signore, Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? (Rm 8,35)
Questa è la vera Pasqua, anche se all'esterno tutto sembra andare avanti come prima, noi siamo interiormente rinnovati e pieni di gioia allora anche voi apparirete con lui nella gloria.
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