| Omelia (20-03-2005) |
| Comunità Missionaria Villaregia (giovani) |
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La passione di Dio per l'uomo Con questa domenica si conclude il tempo quaresimale, il viaggio di Gesù, iniziato dalla Galilea, sta per terminare. L'ultima tappa, ci dice il Vangelo, è Betfage, sul monte degli Ulivi; la missione di Gesù sta per giungere al suo culmine. La settimana che sta per cominciare ha un nome particolare: "Settimana Santa" o "Settimana della Passione". Perché "Santa"? Perché "della Passione"? Avete mai conosciuto una persona appassionata veramente di qualcosa? Io si: ho conosciuto un uomo che era talmente appassionato di moto che nella sua vita ha rinunciato a tutto, anche ad una famiglia pur di correre in moto. Ed ogni moto che acquistava prima di andare su strada, passava dalle sue mani: tutti i pezzi della moto che si potevano rifare in alluminio, per alleggerirla, lui li faceva; anche i tubi di scappamento li costruiva lui perché il motore rendesse di più e la moto andasse più velocemente...; ore ed ore date per una moto anzi... tutta una vita. Perché? Semplicemente era appassionato, quando uno ha una passione non bada più a spese, tempo... pur di soddisfare la sua passione. Anche Gesù ha una passione. Qual è? Durante questa settimana, la chiesa attraverso le pagine della Scrittura e le celebrazioni che scandiscono i vari giorni, ci fa quasi toccare con mano fin dove è giunta la "passione" del Signore per ognuno di noi. Una "passione" a tal punto coinvolgente che ha portato Gesù a soffrire la "passione" dell'agonia, della cattura, della flagellazione e della morte in croce. Qual è allora questa passione? L'uomo, la sua vita. Sono giorni "santi" appunto perché di "passione". Domenica (due parole sul Vangelo perché è un po' lungo e temo che non tutti avremo coraggio di leggerlo, ma la sfida... rimane aperta e ve lo assicuro ne vale proprio la pena) Gesù entra in Gerusalemme ma in modo nuovo. Manda avanti due discepoli perché procurino per lui una cavalcatura. Il Messia, che fino a quel momento si era tenuto nascosto, "prende possesso" della città santa e del Tempio, rivelando così la sua missione di vero e nuovo pastore d'Israele. Perché? Perché vuole rispondere, ancora una volta, come ha fatto per tutta la vita ma adesso in modo definitivo, e per ogni uomo di tutti i tempi, al GRIDO DI OSANNA della gente. "Osanna" in ebraico significa "aiuta". Questo grido esprime quindi il bisogno di salvezza e di aiuto che la gente sentiva, che l'uomo ha. Finalmente arrivava il Salvatore. Gesù entra in Gerusalemme, e oggi nelle nostre città, nelle nostre case come colui che solo può farci uscire dalla schiavitù per renderci partecipi di una vita più umana, da figli di Dio. E per questo cosa fa? Entra a Gerusalemme sopra un asinello: non su un carro come il capo di un esercito di liberazione, che può contare sulla potenza di uomini o bombe. No Gesù entra su un asinello. Perché? La sua "passione" per l'uomo è tale che è disposto a salire sulla croce, cioè a consegnare tutto sé, ad offrire la sua vita. È DISPOSTO A PAGARE DI PERSONA. Perché sale sulla croce? Perché Gesù non scende dalla croce di fronte alle insinuazioni e agli insulti della gente che passava di là?: "Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei il figlio di Dio, scendi dalla croce!"? Perché rimane sulla croce? Perché sceglie questa strada tanto assurda e incomprensibile secondo una logica umana? Perché...? Perché Gesù fa suo il "grido di osanna" di ogni uomo. Sulla croce non esiste "osanna", "richiesta di aiuto", "grido" che Gesù non possa raggiungere; sulla croce Gesù si fa uno con la croce di ogni uomo, di ogni tempo. Sulla croce non c'è miseria umana, agonia, passione vivente, flagellazione, abbandono,... che Gesù non raggiunga direttamente, con cui Gesù si fa uno e a cui quindi Gesù può dire ECCOMI, CI SONO, NON SEI SOLO. Questo è il grande mistero d'amore che la domenica delle Palme ci offre. In questa settimana santa sapete qual è l'impegno che possiamo assumerci? AVERE IL CORAGGIO DI CONTEMPLARE FINO A DOVE GIUNGE LA PASSIONE DI DIO PER NOI, QUALI PAZZIE È DISPOSTO A FARE PER NOI. È l'esperienza di Helena che in un incontro ha condiviso la sua storia: "Sono nata in una famiglia povera. Mio padre è alcolizzato. Fin da bambina ho sofferto per i litigi dei miei genitori. Nell'adolescienza ho vissuto una crisi molto profonda. Mi sentivo sempre più sola e bisognosa di d'affetto. Per questo ho iniziato a cercare fuori quel calore umano che non trovavo in casa. Ho vissuto di illusioni fino a cadere nella prostituzione. È stato orribile. Un anno fa', ho scoperto Dio. Una domenica pomeriggio sono entrata in una chiesa mentre una ragazza stava leggendo una descrizione della passione di Gesù in croce. Ho iniziato a piangere pensando: 'Tutto questo solo per me? Ma io non ho fatto niente, per ricevere tanto amore!'. Ho incontrato un Dio capace di riempire il mio cuore, di dare un senso alla mia vita. Adesso il mio tempo, le mie forze sono orientate in modo diverso. Ora faccio parte di un gruppo di giovani. Sento di esser stata strappata dal baratro in cui mi trovavo e di esser stata generata a una vita nuova. Spero che la mia testimonianza possa aiutare gli alri a credere che davvero niente è impossibile a Dio". Forse adesso comprendiamo di più perché questa settimana non è come tutte le altre settimane ma è la SETTIMANA SANTA. BUON INCONTRO allora CON L'AMORE DI Dio. |