Omelia (09-04-2017)
Omelie.org (bambini)


Oggi, Domenica delle Palme, inizia la Settimana Santa.
Innanzi tutto cerchiamo di capire che cosa è la Settimana Santa.
E' una settimana dell'anno in cui ci viene chiesto di essere santi?
E' la settimana santa perché l'ha deciso il Papa?
E' la settimana in cui si festeggiano tutti i santi?
Niente di tutto questo... sono certa che voi sapete bene che cos'è!
È la settimana in cui accompagniamo Gesù nella sua passione, morte e Risurrezione.
Ecco perché è Santa! E' Santa perché in questa settimana accade l'evento più grande ed importante di tutta la storia: gli uomini sono passati da una situazione di morte ad una situazione di salvezza: la vita eterna. E questo, grazie a Gesù che ha accettato di patire e di morire per noi, di donare la sua vita per farci ritornare a vivere, per rimetterci in comunione con il Padre, per portarci tutti con sé in Paradiso.
Qualcuno di voi mi potrebbe dire:"Beh, ma io ero già in comunione col Padre, mica avevo litigato!".
Certo, avete ragione, non è stato ognuno di noi personalmente a rompere la comunione con Dio...
Potremmo dire che è una "nota negativa", un "peccato" che abbiamo in qualche modo ereditato.
Attenti a quello che vi dico ora: la storia dell'umanità si svolge tra la vicenda di due uomini, Adamo e Gesù.
Adamo, disubbidendo, cioè dicendo di "No" al progetto di vita e di amore che il Padre aveva pensato per l'umanità, ha provocato la perdita dell'armonia e della grazia in cui Dio aveva posto l'uomo, e così gli effetti negativi, la "nota negativa" di cui abbiamo detto prima, ha contagiato gli uomini di tutti i tempi.
Però Gesù, il secondo Adamo, l'uomo nuovo, l'uomo secondo il sogno di Dio, segna una svolta, segna l'inizio di un mondo rinnovato, che è il Regno di Dio.
L'obbedienza di Gesù al progetto del Padre ha neutralizzato gli effetti mortali provocati dalla disobbedienza del primo Adamo.
San Paolo, nella prima lettera ai Corinti, scrive:"Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita".
Allora, noi siamo stati coinvolti nel peccato del primo Adamo, cioè siamo stati contaminati, però siamo stati coinvolti anche nel dono della salvezza realizzato da Gesù attraverso l'offerta della sua vita, attraverso la sua morte e risurrezione.
Come Gesù è morto e risorto, anche noi moriremo nel corpo, ma risorgeremo ad una vita "per sempre", ad una vita eterna.
Pensiamo a come è vissuto Gesù su questa terra: che cosa ha fatto, come si è comportato?
Sono certa che tutti voi mi risponderete che ha sempre fatto del bene a tutti e si è comportato secondo la volontà del Padre.
È esattamente così: nella sua missione terrena Gesù ha manifestato a tutti la presenza di Dio che si interessa di ogni uomo e di ogni donna, proprio come fanno i vostri papà e le vostre mamme. Ma ci pensate a quanto fanno tutti i genitori per i loro figli? Sarebbero disposti a dare la vita anche fisica perché il bene che provano per loro non si può dire a parole...
Anche se un figlio fosse il più sbandato di questo mondo, l'amore di mamma e papà non verrebbe mai meno.
Pensate un po' a Dio che è nostro Padre, che non ha i limiti della nostra umanità... quanto più grande è l'amore per noi suoi figli?
Infatti che cosa ha fatto? Non ha aspettato che andessimo noi da Lui, ma è venuto Lui da noi mandandoci sulla terra suo Figlio, l'Emmanuele, che significa "Dio con noi".
E non solo è venuto ad abitare qui sulla terra ma, col Battesimo, è venuto ad abitare dentro di noi. Questo è un dono davvero grande, bambini... ognuno di noi è casa, è tempio di Dio.
E che cosa ci ha portato Gesù? La misericordia ed il perdono di Dio.
Tutti noi abbiamo bisogno di essere perdonati, guariti, riconciliati col Padre.
Chi di noi è senza peccato? Per voi che siete piccoli, le mancanze che commettete nei confronti di Dio e del prossimo saranno sicuramente piccole, ma per gli adulti le mancanze potrebbero essere anche gravi...
Ecco, se c'è il nostro pentimento e il desiderio di vivere secondo il cuore del Padre, ci viene perdonata ogni cosa perché la sua misericordia supera tutto.
Vi ricordate del brano del Vangelo in cui viene portata davanti a Gesù una donna adultera che avrebbe dovuto essere lapidata? Gesù cosa fa? Scrive sulla sabbia.
Poi dice: "Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra", e tutti se ne vanno.
Vi ho ricordato questo per farvi capire che l'unico computer in cui Gesù registra i nostri peccati, i nostri errori, i nostri lati meno buoni è la sabbia! Pensate un po'...
Voi, avete mai perso qualcosa nella sabbia? E l'avete ritrovata?
La sabbia ingoia tutto, dimentica tutto, cancella tutto...
Gesù scrive sulla sabbia perché per lui il peccato è già perdonato, è già cancellato come tutto ciò che scriviamo sulla sabbia.
Questo è il suo grande amore per noi: averci donato suo Figlio che ci ha liberati dal peccato, per portarci con sé in Paradiso.
Nella Settimana Santa noi viviamo il punto più alto di questo dono di amore e questa settimana inizia con la Domenica delle Palme.
Perché la chiamiamo così?
Perché ci ricorda la festa che la gente di Gerusalemme fece a Gesù quando entrò in
questa città: venne accolto con canti di Osanna, con gioia, con speranza, la folla numerosissima sventolava rami di palma, stendeva i propri mantelli sulla strada, tagliava rami dagli alberi e li stendeva per terra.
Gesù entra a Gerusalemme per donare tutto di sé.... e tutto si svolge nel dramma della sua passione.
Nell'Ultima cena si offre a noi, mette nelle nostre mani il suo Corpo e il suo Sangue per essere sempre con noi e, proprio nell'Ultima Cena, uno dei Dodici lo tradirà.
Nell'Orto degli Ulivi e nel processo con Pilato, non oppone resistenza. Egli si dona.
Gesù certamente soffre perché oltre ad essere Dio è anche uomo, e questa sua sofferenza non la nasconde ma si affida al Padre per fare la sua volontà, per dimostrare il suo amore per tutta l'umanità.
Ognuno di noi può dire: "Mi ha amato e ha dato la sua vita per me".
Gesù sarà condannato ingiustamente, sarà condannato perché vuole costruire su questa terra il Regno di Dio dove tutti gli uomini possano essere fratelli, dove nessuno sia più povero e nessuno schiavo.
Un progetto di vita bello, dove non si litiga più, dove non si fanno più guerre, dove la gente non è più costretta a fuggire dalla sua patria.
Un progetto che ha bisogno di discepoli che imitino il Maestro... chi ci sta?
Commento a cura di Maria Teresa Visonà