| Omelia (02-04-2017) |
| Omelie.org (bambini) |
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Buon giorno ragazzi. Il vangelo oggi è impegnativo! Quando dico impegnativo non voglio dire difficilissimo, ma è certamente una pagina che richiede più attenzione del solito perché qui Gesù, a una lettura veloce, sembra un superman dal momento che risuscita un uomo che è morto da quattro giorni e quindi... un morto morto! In effetti l'evangelista Giovanni, nel suo Vangelo, non ci vuole presentare un Gesù con i super poteri ma un Gesù che, proprio perché in ascolto del Padre e in comunione con Lui diventa, per la gente del suo tempo e quindi anche per noi, un segno di vita nuova. In realtà Giovanni, di segni, nel suo Vangelo, ne mette ben sette. Sette, perché questo è un numero che nella Bibbia sottolinea la totalità, la perfezione. Sono tutti segni di vita importanti e necessari per capire cosa Gesù è e fa per ciascuno di noi. Per questo motivo, anche se in modo breve, ve li voglio elencare: Il I° segno avviene alle nozze di Cana. Gesù cambia l'acqua in vino. Il vino è segno di festa, di amicizia, di Alleanza e Gesù, con questo segno, dice:" Io inizio un tempo nuovo, vi offro una alleanza nuova". Il termine nuovo qui non sta per dire qualcosa che prima non esisteva ma sta per indicare una Alleanza definitiva: quella tra Dio e il suo popolo, un'amicizia che nessuna cosa potrà cancellare, neppure il peccato dell'uomo. Il II° segno è la guarigione del figlio del funzionario, un ragazzo gravemente ammalato. Al Padre di questo giovane, che si rivolge a Gesù per chiedere di guarirlo, Gesù offre una parola di speranza: "Tuo figlio vive", per dire che lui è venuto a dare un' idea nuova di vita, a dare novità all'esistenza umana e quindi anche alla nostra. Nel III° segno Gesù guarisce un paralitico, uno che non poteva camminare. Anche questo è un bel segno che ci riguarda perché, a volte, anche noi siamo un po' come il paralitico: non camminiamo nel bene, nell'impegno, nel servizio, nel dono... l'incontro con Gesù ci aiuta a rimetterci in viaggio. Il IV° segno è la condivisione del pane. Gesù vuole mostrare che quando si condivide ciò che si ha, anche se poco, si realizza un vero miracolo, si moltiplica quello che doniamo. Inoltre lui si presenta come il Pane che dona la vita. Di questo pane-dono noi ci nutriamo tutte le domeniche. Il V° segno: Gesù cammina sulle acque. Le acque ci ricordano l'esodo, la liberazione. Gesù è colui che libera, che sa aprire la strada anche sul mare, proprio come ha fatto Dio per liberare il popolo di Israele e dargli un futuro nuovo, bello e pieno di vita. Il VI° segno è la guarigione di un cieco. Ciechi si è per mancanza di vista ma anche perché non si vuole vedere o perché si è distratti. Gesù, per mezzo di questo segno, mostra che lui è la luce che illumina, che aiuta a vedere il vero volto del Padre e i bisogni dei fratelli più poveri. Il VII° segno è proprio quello di questa domenica: la resurrezione di Lazzaro. Gli studiosi esperti di Teologia (studio delle cose che riguardano Dio) dicono che bisognerebbe usare il termine rianimazione di Lazzaro, perché il suo è un ritornare alla vita terrena (e poi sarebbe morto come ognuno di noi; invece la resurrezione di Gesù, e poi un giorno la nostra, è definitiva). La storia di questo segno l'abbiamo appena ascoltata e la conoscete tutti. Questi tre fratelli erano molto amici di Gesù e per questo motivo, quando Lazzaro si ammala gravemente, le sorelle lo mandano a chiamare perché venga a confortarlo. Il Maestro però non va subito a Betania, ma si ferma qualche giorno prima di mettersi in cammino. Così, quando arriva, Lazzaro è già morto. Marta e la sorella Maria sono piene di dolore per morte del loro fratello, e Marta, presa dalla grande sofferenza, rimprovera Gesù dicendogli: "Se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto! Anche se io so che risusciterà nell'ultimo giorno!". Marta e Maria, in effetti, rappresentano il popolo di Israele con la sua storia, la sua fede, il suo dolore. E qui, ragazzi, voglio allacciarmi alla prima lettura presa dal profeta Ezechiele che si collega molto bene a questo brano di Vangelo. Il popolo di Israele, infatti, conosce momenti di stanchezza, di sfiducia nei confronti di Dio, si allontana da lui e questo allontanarsi dalla vita gli dona la morte. Il profeta viene portato proprio davanti a una grande pianura e lì ha una visione di migliaia e migliaia di ossa inaridite, ormai secche sotto il sole del deserto. Dio fa questa domanda al profeta: "Secondo te, queste ossa potranno rivivere?". Il profeta non sa rispondere e Dio gli dice di invocare lo Spirito perché doni vita nuova a quelle ossa aride. Ma quelle ossa, in realtà, sono l'immagine di tutto il popolo di Israele che è scoraggiato, che è senza speranza, un popolo che sembra morto. Solo il Signore, con il suo Spirito, può risanarlo! Gesù, dono del Padre è venuto quindi a mostrare un modo nuovo di pensare la vita che non finisce con la morte. Penso che anche a qualcuno di voi o dei vostri amici sarà morto qualche parente caro, come un nonno o una nonna. E il fatto di non vedere più queste persone accanto a noi ci fa pensare che davvero non ci siano più, che siano proprio morte, cioè che non esistano più. Non è così. Gesù oggi ci dice che lui è la Resurrezione e la vita e chi crede in lui, anche se muore, non morirà. Voi mi direte: "Ma cosa vuol dire, come può essere questa cosa?". Ve lo spiego subito. Qualcuno di voi avrà avuto un fratellino o una sorellina, è vero? Avete visto la pancia della mamma ingrossarsi sempre di più e, man mano che la pancia cresceva, avete visto i movimenti che il bimbo faceva. Voi non lo vedevate ma lui era vivo, non lo sentivate piangere e neppure ridere, non lo potevate guardare mentre mangiava o dormiva eppure lui, nella pancia della mamma, faceva tutto questo. Viveva in un'altra dimensione. Tutti noi abbiamo vissuto in quella dimensione, cioè nella pancia della mamma. E quella vita lì è stata necessaria per vivere questa vita qui. E questa vita qui è necessaria per vivere un'altra dimensione di vita, quella definitiva, quella che non cambia più, che non muore più, quella che non conoscerà il limite del tempo (cioè gli anni che passano) e dello spazio (quello dei confini). Può succedere anche a noi di vivere un po' scoraggiati, delusi, tristi. Ad esempio, penso a tutte le regioni e i paesi colpiti dal terremoto, penso anche a tutte le persone che sono ammalate che non hanno speranza di guarire. Il Signore oggi dice a noi, come dice a Marta: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo? ". Ognuno è chiamato a rispondere nel suo cuore a questa domanda di Gesù. La vita che lui ci offre è una vita senza fine, una vita che ha dei passaggi come il parto di un bambino, proprio come la sua nascita. La morte è un nuovo parto, solo un passaggio, che cambia il nostro modo di vivere. La vita, ci dice oggi il Signore, è per sempre: questa è la bellissima notizia che Gesù ci offre. Buona domenica! Commento a cura di Sr.Piera Cori |