| Omelia (26-03-2017) |
| Omelie.org (bambini) |
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Commento su Giovanni 9,1-41 Per capire il bello della Parola di oggi dobbiamo prima fare un gioco! Chiudiamo gli occhi, stretti stretti, e proviamo a pensare di giocare tutti insieme con gli occhi ben chiusi. Immaginiamo di giocare a nascondino. Dove potremmo nasconderci? E soprattutto chi è sotto e deve cercare gli altri, come può farlo se non vede nulla? Al buio completo proprio non si può giocare a questo gioco! Allora facciamo un'altra prova: teniamo gli occhi chiusi e chiediamoci se possiamo andare a cercare un amico che è con noi oggi e stringergli la mano... al buio non possiamo fare nemmeno questo! Rischiamo di farci male e neanche ci rendiamo conto di quale direzione stiamo prendendo! Se vi consegnassi qualcosa da bere senza dirvi cos'è, al buio non so quanti di voi riuscirebbero ad indovinare di che bevanda si tratta...... Allora adesso possiamo forse un poco riuscire ad immaginare come si sentiva il povero cieco che ha incontrato Gesù... Si sentiva al buio! Si sentiva incapace! Ma poi ha incontrato Gesù e... cosa ha fatto questo giovane apparentemente sfortunato? In verità inizialmente non ha fatto proprio nulla... perché il gesto di Gesù di fare del fango e metterlo sui suoi occhi è arrivato dopo una domanda dei discepoli. Il ragazzo cieco non conosceva Gesù, non sapeva chi fosse e nessuno gli aveva parlato di Lui, e a lui non ha chiesto nulla. Però nonostante questo, si è FIDATO di Gesù che gli ha detto di andare a lavarsi alla piscina di Siloe. Si è incamminato con tutta la fatica che questo comando richiedeva, perché non dobbiamo dimenticare che era ancora cieco e quindi al buio come noi con gli occhi chiusi! E che gioia quando ha riacquistato la vista!!! E ha affrontato accuse e domande insistenti di tutti e ha sentito i suoi genitori incapaci di difenderlo... Ma soprattutto, quando Gesù gli ha rivelato chi fosse colui che gli aveva aperto gli occhi... lo ha riconosciuto! Ha fatto la sua professione di fede! Ha visto la vera Luce! Quella luce di cui parla anche San Paolo agli Efesini nella seconda lettura: una LUCE che ci permette di fare cose buone, belle, giuste e gradite a Dio perché alla luce di Dio viviamo avvolti dall'Amore di Dio! Che bello, come quando la mamma o il papà ci abbracciano e ci danno amore e sicurezza! Così ci sentiamo quando grazie alla Luce di Gesù vediamo e facciamo cose buone! E come poteva riconoscere Samuele nella prima lettura il futuro Re che doveva scegliere in nome di Dio? Per fare una cosa tanto grande aveva bisogno di vederci bene! E per vederci bene aveva bisogno della Luce di Dio e così è stato: si è fidato di Dio e con tutti i rischi che correva ha deciso di andare dove Dio gli aveva indicato e non si è fermato a quello che i suoi occhi vedevano... è andato oltre, ha guardato dove la Luce di Dio indicava... e ha scelto Davide, il più piccolo! Ma che poi diventerà un Grande re! Anche noi Gesù, da oggi, vogliamo camminare avvolti dalla tua luce, perché noi siamo nati per fare cose buone, giuste e gradite a Te! Non stancarti mai di illuminarci (con le parole di mamma e papà, con un consiglio del don, con un sorriso di qualche catechista, con un gesto di un amico...) e se il mondo ci rende ciechi, imbrogliandoci con le sue finte lampade (promettendoci gioia e felicità che spariscono quando le pile dei giochi si scaricano!) tu vieni a cercarci, fai del fango e mandaci a lavarci, accompagnaci se siamo titubanti, insomma fai di tutto per farci rivedere la Luce e poi ricordati di farti riconoscere! Dicci chi sei dopo averci guarito così anche noi potremo gridare al mondo che Crediamo in Te! Commento a cura di Mara Colombo |